0
Svezia al voto: il Centrosinistra di Andersson in lieve vantaggio, ma il Paese resta diviso

Svezia al voto: il Centrosinistra di Andersson in lieve vantaggio, ma il Paese resta diviso

sabato, 12 Settembre 2026
1 minuto di lettura

A due giorni dalle elezioni parlamentari, la Svezia si prepara a un voto che somiglia a un referendum sull’alleanza di governo con l’estrema destra. Tre sondaggi pubblicati venerdì indicano un vantaggio minimo per il blocco di centrosinistra guidato da Magdalena Andersson, ex premier socialdemocratica, che punta a tornare al potere dopo quattro anni all’opposizione.

Secondo le rilevazioni Ipsos, Demoskop e Indikator Opinion, i quattro partiti progressisti raccolgono tra il 49,3% e il 50,8% dei consensi, equivalenti a 175‑180 seggi su 349. Il blocco di governo, formato dai Moderati di Ulf Kristersson e sostenuto dai Democratici Svedesi, si ferma tra il 47,6% e il 49%, ossia 169‑174 seggi.

Un margine che potrebbe ridursi a un solo seggio, come nel voto serrato del 2022. Kristersson ha guidato una svolta conservatrice, introducendo una delle politiche migratorie più rigide d’Europa e allontanando la Svezia dall’immagine di Paese liberal e inclusivo. Andersson, invece, promette più spesa pubblica e welfare, ma deve affrontare divisioni interne: il Partito di Centro e la Sinistra si escludono a vicenda da un eventuale governo, e le divergenze su tasse ai miliardari e nuove centrali nucleari potrebbero complicare la formazione di una maggioranza stabile. Il voto arriva in un contesto europeo segnato dall’ascesa delle destre radicali: l’AfD in Germania ha vinto un’elezione regionale, mentre Marine Le Pen guida i sondaggi in Francia.

In Svezia, i Democratici Svedesi, partito anti‑immigrazione con un passato legato al neonazismo, restano la forza più grande del blocco di governo con circa 18‑19% dei voti, in calo rispetto al 20,5% del 2022. Entrambi i blocchi sostengono l’Ucraina e la riarmatura nazionale, ma la campagna elettorale non ha avuto un tema dominante: si è parlato di welfare, criminalità e costo della vita, senza che nessuna questione riuscisse a catalizzare l’attenzione. “Nulla è davvero rimasto impresso, è stata una campagna insoddisfacente”, osserva Nicholas Aylott, politologo dell’Università di Södertörn. I Socialdemocratici restano il primo partito del Paese con un consenso tra il 27,4% e il 29,7%, leggermente inferiore al 30,3% del 2022. Il risultato finale, però, dipenderà da pochi voti e potrebbe aprire la strada a negoziati lunghi e a un governo di minoranza.

Redazione

Redazione

“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

Zelensky: nessun compromesso sui confini. Meloni: “Soluzione nel contesto Nato”. Macron ha riferito sull’incontro con Trump

Previsto un Fondo per la ricostruzione. Nuovo bilaterale Usa-Russia L’escalation…

Vertice Nord-Sud: Meloni punta sulla sicurezza e la cooperazione europea

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato ieri al…