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Nepal, sale a 633 il bilancio della catastrofe: 3.000 dispersi, oltre 900 operai intrappolati nei tunnel

Nepal, sale a 633 il bilancio della catastrofe: 3.000 dispersi, oltre 900 operai intrappolati nei tunnel

sabato, 29 Agosto 2026
2 minuti di lettura

Si aggrava di ora in ora il bilancio delle devastanti alluvioni che hanno colpito la regione himalayana al confine tra Nepal e Tibet. I soccorritori hanno recuperato finora 633 corpi sui due versanti della frontiera, mentre il numero dei dispersi si avvicina a 3.000. Tra loro ci sono 933 operai e addetti ai cantieri idroelettrici, molti dei quali potrebbero essere rimasti intrappolati nelle gallerie travolte da acqua, fango e detriti. E resta alta l’allerta per il rischio di una nuova esondazione.

La corsa contro il tempo si concentra soprattutto sul progetto idroelettrico Trishuli-3, nell’estremo nord del Nepal. Circa 80 militari e agenti di polizia lavorano da venerdì sera per aprirsi un varco verso le gallerie, ma le operazioni sono rallentate dal maltempo e dall’instabilità del terreno. Una squadra specializzata arrivata dall’India sta partecipando alle ricerche e alla mappatura dell’area. Circa 350 persone sono già state evacuate.

Le autorità temono soprattutto una nuova emergenza provocata dal lago formatosi dopo il crollo di una gigantesca massa di ghiaccio e rocce. Il pericolo di un’esondazione ha già costretto i soccorritori a sospendere temporaneamente alcune ricerche. Ponti e strade sono stati cancellati dalla piena e almeno venti ponti risultano distrutti, isolando intere comunità.

Tre italiani ancora dispersi

Non ci sono ancora notizie dei tre italiani di cui si sono perse le tracce: l’orafo ligure Marco Ratto, di Rapallo, e una coppia italo-svizzera. La task force della Farnesina arrivata a Kathmandu continua le verifiche. “Confermo che ad oggi sono dispersi tre italiani nella zona di confine tra Nepal e Tibet”, ha spiegato Eugenio Bortolusso, diplomatico dell’ambasciata italiana a New Delhi. Circa cento connazionali presenti nel Paese sono stati finora verificati, ma sono in corso controlli con agenzie di viaggio e guide locali per escludere altri coinvolgimenti.

Secondo Bortolusso, i tre potrebbero trovarsi proprio nella zona dove l’ondata ha praticamente distrutto un posto di frontiera. “La situazione è gravissima”, ha avvertito. L’aeroporto di Kathmandu continua comunque a funzionare e la Farnesina ha istituito nello scalo un presidio per assistere gli italiani in partenza.

“Serviranno fino a 5 miliardi”

La dimensione economica della catastrofe comincia intanto a emergere. Il ministro delle Finanze nepalese Swarnim Wagle ha stimato tra 4 e 5 miliardi di dollari il costo della ricostruzione, precisando che si tratta ancora di una valutazione preliminare.

Kathmandu, dopo avere inizialmente dichiarato di poter gestire autonomamente l’emergenza, ha chiesto assistenza internazionale per le operazioni tecnicamente più complesse, in particolare il salvataggio degli operai nei tunnel e l’identificazione e conservazione dei corpi. India e Cina sono state inoltre sollecitate a fornire ponti prefabbricati Bailey per ristabilire i collegamenti nelle zone isolate. Nuova Delhi ha già inviato medici, soccorritori specializzati e aiuti umanitari.

Anche l’Europa si mobilita: l’Unione europea ha stanziato due milioni di euro in aiuti umanitari, mentre la Cei ha destinato 500mila euro alla popolazione colpita. Ma con migliaia di persone ancora disperse e il rischio di nuove piene, l’emergenza resta lontana dalla conclusione.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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