Israele ha annunciato di aver individuato e recuperato il relitto dell’Altalena, la nave carica di armi destinata all’Irgun e affondata nel giugno 1948 dall’esercito israeliano su ordine di David Ben Gurion, in uno degli episodi più traumatici della nascita dello Stato. Il ritrovamento, avvenuto a 503 metri di profondità al largo di Tel Aviv, riporta alla luce una pagina che continua a dividere la memoria nazionale.
La nave era partita dalla Francia con un carico di armi per l’Irgun, il gruppo paramilitare guidato da Menachem Begin, protagonista della lotta contro il Mandato britannico e contro la popolazione palestinese. Ma nel neonato Stato d’Israele, Ben Gurion temeva che la presenza di milizie autonome potesse minare l’autorità centrale. L’ordine di aprire il fuoco trasformò la tensione in tragedia: 16 membri dell’Irgun e 3 soldati israeliani morirono nello scontro. Begin, che anni dopo sarebbe diventato primo ministro, scelse di evitare una guerra civile. “Non ci sarà una guerra fratricida con il nemico alle porte”, disse ai suoi uomini, consegnando le armi e accettando l’autorità dell’IDF.
Il ministro del Patrimonio Amihai Eliyahu, esponente dell’attuale destra al governo, ha definito il ritrovamento “la storia di una ferita nazionale profonda” e un esempio della “responsabilità storica” mostrata da Begin. “Un Paese che non teme di toccare i capitoli dolorosi della sua storia è un Paese più forte”, ha dichiarato.
Dopo l’affondamento, il relitto bruciato dell’Altalena rimase visibile per giorni al largo di Tel Aviv, prima di essere trainato e lasciato in mare aperto. Nel 2008 Israele ha eretto un monumento ai caduti dell’Irgun, e da anni squadre specializzate cercavano la nave in operazioni spesso condotte in segreto.





