L’ex presidente armeno Robert Kocharyan, 71 anni, è stato arrestato insieme al figlio maggiore Sedrak dopo una serie di perquisizioni condotte nelle aziende di famiglia. L’operazione, annunciata dal Comitato Anticorruzione, segna un nuovo capitolo nella lunga tensione tra il governo di Nikol Pashinyan e l’opposizione filo‑russa.
Secondo la Procura Generale, Kocharyan è accusato di abuso d’autorità, corruzione e riciclaggio di denaro su larga scala. Altri quattro individui sono stati fermati nell’ambito della stessa indagine, che riguarda la presunta vendita sottocosto di beni statali a società private durante la sua presidenza, tra il 1998 e il 2008. L’arresto arriva a meno di 24 ore da un acceso scontro in Parlamento tra Pashinyan e Levon Kocharyan, il figlio minore dell’ex presidente. Nel dibattito, Levon aveva accusato il premier di esercitare pressioni politiche sulla magistratura, ricevendo in risposta una domanda tagliente: “Da dove proviene la ricchezza della vostra famiglia?”. Il clima politico si è immediatamente infiammato.
L’Armenia Alliance, il blocco guidato da Kocharyan, ha definito il caso “un atto di vendetta personale” e “una manifestazione cinica di un regime che ha perso legittimità”. Il capo dell’ufficio dell’ex presidente, Bagrat Mikoyan, ha denunciato “un nuovo attacco contro la famiglia Kocharyan”, aggiungendo che l’ex leader è stato ricoverato in ospedale dopo aver accusato un malore.
Non è la prima volta che Kocharyan finisce sotto i riflettori giudiziari. Nel 2019 era stato processato per l’uso illegale della forza contro i manifestanti che contestavano i risultati delle elezioni presidenziali del 2008, in cui morirono dieci persone. Le accuse furono poi archiviate nel 2021.


