La pressione internazionale su Israele si è intensificata ieri su più fronti, dal caso della Global Sumud Flotilla alla nuova espansione degli insediamenti in Cisgiordania, mentre nei Territori palestinesi sono proseguite le violenze. La Turchia ha emesso un mandato d’arresto nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu in relazione all’intercettazione della Flotilla diretta verso Gaza, accusando il governo israeliano per le azioni compiute contro gli attivisti in acque internazionali. “Accogliamo con favore qualunque iniziativa giudiziaria che riconosca l’illegalità delle azioni compiute dal governo israeliano contro la Global Sumud Flotilla e che contribuisca a rompere un’impunità che dura da troppo tempo”, ha dichiarato Maria Elena Delia, portavoce italiana della missione. Delia ha denunciato “attacchi, intercettazioni illegali in acque internazionali, sequestri delle imbarcazioni, arresti e violenze”, chiedendo conseguenze sul piano della giustizia internazionale.
Violenze in Cisgiordania
La tensione resta altissima anche in Cisgiordania. Il ministero della Sanità palestinese ha annunciato la morte di Karim Sanad Shalaldeh, 17 anni, colpito al petto durante un attacco di coloni armati a Khirbet Hamroush, nei pressi di Sa’ir, a nord-est di Hebron. Secondo l’agenzia palestinese Wafa, gli assalitori hanno aperto il fuoco contro alcune abitazioni e incendiato una casa.
Un uomo di 70 anni è rimasto ferito. A Jenin, l’esercito israeliano ha invece riferito di avere ucciso un uomo definito “terrorista”, che avrebbe tentato di accoltellare un soldato. Nella stessa città, secondo la Mezzaluna Rossa palestinese, un ragazzo di 14 anni è stato ferito al petto durante un’incursione delle forze israeliane. Gli episodi arrivano dopo il ferimento di almeno sei palestinesi, alcuni colpiti con coltelli, attribuito a coloni israeliani nei pressi di Ramallah.
E1, scontro con l’Europa
Sul piano diplomatico si aggrava inoltre il confronto sul progetto E1, l’espansione degli insediamenti tra Gerusalemme e Ma’ale Adumim che rischia di interrompere la continuità territoriale tra il nord e il sud della Cisgiordania. I piani approvati nell’agosto 2025 prevedono 3.412 nuove abitazioni su circa 12 chilometri quadrati, per un insediamento potenziale di circa 12mila persone. Le prime 1.400 unità dovrebbero ora entrare nella fase realizzativa. Francia, Germania, Italia e Regno Unito hanno chiesto congiuntamente a Israele di fermare le gare d’appalto, definendo il progetto una minaccia alla soluzione dei due Stati.
Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband lo ha giudicato “inaccettabile, distruttivo e pericoloso”. La replica israeliana è arrivata dal ministro Gideon Sa’ar, che ha accusato Londra di adottare un atteggiamento “paternalistico”. Secondo Channel 13, l’Unione Europea starebbe preparando un primo pacchetto di sanzioni qualora Israele procedesse con il progetto: tra le ipotesi, l’etichettatura dei prodotti israeliani, una riduzione delle collaborazioni accademiche e limitazioni nei rapporti diplomatici e di sicurezza. Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich aveva definito l’E1 il piano capace di “cancellare praticamente l’illusione dei due Stati”.
Gaza e Libano
Da Gaza, Hamas ha intanto assicurato di restare “pienamente impegnato” nel piano di pace promosso da Donald Trump. Il dirigente Basem Naim ha indicato come obiettivi la fine del conflitto, la ricostruzione della Striscia e l’avvio di un percorso verso “uno Stato palestinese indipendente e sovrano”. Israele ha però annunciato di avere ucciso mercoledì a Nuseirat Sabahi Sami Mahmoud Shahata, indicato come comandante di Hamas coinvolto nell’attacco del 7 ottobre e nel rapimento di ostaggi.
Le operazioni israeliane sono proseguite anche nel sud del Libano, con intensi bombardamenti sulle alture di Ali al-Taher e nell’area di Mansouri. Secondo L’Orient-Le Jour, l’artiglieria ha colpito per ore durante la notte, mentre droni israeliani sorvolavano la zona, dove Israele sostiene siano presenti installazioni militari di Hezbollah.





