Desidero rivolgere un cordiale saluto alle autorità e agli ospiti presenti e un sentito ringraziamento al Presidente Marco Marsilio e all’Assessore Roberto Santangelo e a quanti, con impegno e competenza, hanno concorso alla realizzazione di questo primo Festival regionale dedicato al mondo del sociale.
Un saluto e un ringraziamento all’assessore Santangelo e a tutti coloro che hanno lavorato per realizzare questo Festival regionale del sociale.
Ci sono scelte che permettono di definire la direzione verso cui si tende. Tra queste rientra quella di avviare un Festival regionale del sociale e mettere al centro, concretamente, l’inclusione e la partecipazione. Raccontare ciò che si sta facendo e ciò che si vuole costruire è fondamentale.
Per questo seguo con attenzione, pur non potendo essere presente di persona, questa tre giorni di incontri, confronti, laboratori che si svolge a L’Aquila dal 24 al 26 luglio. Tre giorni dedicati a temi rilevanti come la sicurezza sul lavoro, il dialogo tra istituzioni e la riforma dei servizi sociosanitari. Penso all’importanza di far conoscere le nuove misure per promuovere la cultura della vita sicura contenute nella legge approvata a fine 2025 e le molte altre introdotte negli ultimi anni. Così come ritengo importantissimo confrontarsi su come il progresso tecnologico, intelligenza artificiale inclusa, possa essere al servizio dell’uomo nell’assistenza e nell’accompagnamento verso l’invecchiamento attivo. E poi ancora il nuovo assetto dei servizi sociali,
organizzati in Ambiti Territoriali nei quali lavorano equipe multidisciplinari che abbiamo rafforzato anche grazie al concorso nazionale avviato lo scorso anno.
Attraverso un appuntamento come il Festival, L’Aquila e l’Abruzzo possono candidarsi ad essere il luogo in cui le buone pratiche del territorio diventano azioni concrete per rispondere ai bisogni dei cittadini. Un passo concreto verso un welfare moderno, integrato e orientato ai risultati.
Il settore del sociale non è mai un comparto isolato e il Festival lo rappresenta con chiarezza; per crescere ha bisogno della collaborazione di tutti gli attori ma anche di un sistema e di professionisti capaci di adattare le proprie risposte in base alle necessità espresse e all’interno di una programmazione integrata. Senza dimenticare i destinatari di ogni singola azione: le persone.
Far conoscere i servizi, incontrare gli attori che li animano e le molte realtà del Terzo Settore, far passare la parola dalle istituzioni agli enti, dagli operatori sociali ai cittadini, è un modello replicabile di responsabilità condivisa e di comunità che diventano protagoniste.
Il mio auspicio è che questo evento sia occasione anche per raccogliere nuove idee e consolidare le esperienze attuate.
Buon Festival a tutti.
Marina Calderone





