Il Segretario di Stato americano Marco Rubio incontrerà mercoledì il ministro degli Esteri cinese Wang Yi a Manila, durante il vertice regionale dell’ASEAN, in un momento segnato da nuove ostilità in Medio Oriente e da un’escalation nel Mar Cinese Meridionale. L’incontro, atteso da giorni, dovrebbe includere discussioni su un possibile vertice tra Donald Trump e Xi Jinping negli Stati Uniti a fine settembre. Il colloquio avviene nel quadro di una tregua fragile tra le due maggiori economie mondiali, complicata dalle recenti accuse di Trump secondo cui Pechino starebbe interferendo nelle elezioni statunitensi.
La Cina ha respinto le accuse, ma il clima resta teso. Il vertice ASEAN si svolge mentre cresce la preoccupazione per il conflitto tra Stati Uniti e Iran, che secondo Rubio è alimentato dalla mancanza di volontà di Teheran di impegnarsi nei negoziati. Il Segretario di Stato USA ha avvertito che non si può permettere a Teheran di controllare lo Stretto di Hormuz, perché creerebbe un precedente pericoloso anche per il Sud‑est asiatico. Le tensioni nel Mar Cinese Meridionale sono esplose nuovamente dopo uno scontro tra la guardia costiera cinese e personale della marina filippina, che ha portato entrambe le parti a convocare gli ambasciatori.
Rubio ha accusato Pechino di esercitare “nuove e coercitive minacce” nel Mar Cinese Meridionale, avvertendo che se quelle acque finissero sotto il controllo di una potenza disposta a usare il commercio come arma geopolitica, la sovranità e la sicurezza dell’ASEAN ne sarebbero compromesse. Wang Yi, incontrando i ministri dell’ASEAN, ha invece accusato “elementi dell’apparato di sicurezza filippino” di provocazioni al servizio di “forze esterne”, ribadendo che Pechino è pronta a collaborare per “eliminare i fattori di interferenza”.





