Nel silenzio delle pinete della Carolina del Sud, dove il caldo soffoca anche il ricordo, un nome dimenticato è tornato a respirare. John Pumphrey, soldato semplice del Maryland, caduto il 16 agosto 1780 nella battaglia di Camden, è stato finalmente identificato dopo 246 anni. Un ragazzo, forse appena quattordicenne, morto per una nazione che stava nascendo. Grazie ai test del DNA e a un’indagine genealogica condotta da FHD Forensics, il volto di “Camden 9B” ha ritrovato la sua identità. “C’era un senso di provvidenza divina”, ha detto Allison Peacock, fondatrice dell’azienda texana che ha guidato la ricerca. “Non so come altro definirlo.”
La battaglia di Camden fu una delle più tragiche della Rivoluzione americana: il generale britannico Charles Cornwallis annientò le forze patriote del maggiore generale Horatio Gates. I corpi di centinaia di giovani furono abbandonati al sole, divorati dal tempo e dagli animali. Nel 2020, un gruppo di archeologi ha scoperto ossa affioranti dal terreno. Dodici appartenevano a soldati continentali, due a britannici. Tra loro, Pumphrey. I resti, analizzati e catalogati, hanno rivelato un ragazzo che aveva marciato per 1.600 chilometri, da Valley Forge alle foreste del Sud, senza mai sapere che la sua storia sarebbe sopravvissuta.
Il DNA estratto da un frammento dell’osso temporale ha permesso di ricostruire l’intero genoma. Da lì, 20.000 corrispondenze genealogiche hanno condotto a Russ Hudson, ex agente federale di Gettysburg, che ha ricostruito la vita di un orfano del Maryland, arruolato giovanissimo nella milizia. Quando la lapide con la scritta “SCONOSCIUTO” sarà sostituita, l’America avrà restituito un nome al suo passato. “Si è sacrificato, insieme ad altri, per il bene di questa nuova nazione”, ha detto Hudson, con gli occhi lucidi. E così, nel 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza, John Pumphrey torna a essere parte della storia che aveva contribuito a scrivere.


