Venerdì, in tutti gli Stati Uniti, il 250° anniversario dell’indipendenza ha acceso un’ondata di celebrazioni, tra orgoglio nazionale e tensioni politiche. Dalle parate alle cerimonie civiche, il Paese ha mostrato la propria fierezza, ma anche le crepe di una polarizzazione che attraversa ogni festa. Il presidente Donald Trump si prepara a parlare in South Dakota, davanti al Monte Rushmore, dove i fuochi d’artificio promettono uno spettacolo “di portata storica”. A New York, la discesa della sfera a Times Square — per la prima volta in piena estate — ha inaugurato la festa del 4 luglio con la stessa euforia del Capodanno.
A Washington, Glenn Brooks, graziato da Trump per la sua partecipazione all’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, ha dichiarato di sentirsi “grato di partecipare a questo grande evento”, mentre si riparava dal caldo nello Smithsonian Museum. Le sue parole hanno riacceso il dibattito sul significato della clemenza presidenziale in un giorno dedicato alla libertà. Il Servizio Meteorologico Nazionale ha emesso un’allerta per caldo estremo su gran parte del Midwest e della costa orientale, con indici di calore fino a 115 °F (46 °C). Filadelfia ha annullato la parata “Salute to Independence”, e la Great American State Fair ha chiuso temporaneamente nel pomeriggio.
Amtrak ha cancellato alcuni treni nel Nord‑Est per evitare danni ai binari. Nonostante le difficoltà, centinaia di persone si sono riversate sul National Mall, tra tende che offrivano limonate a 9 dollari e cosce di tacchino a 23, scattando foto dei sorvoli militari e cercando refrigerio. L’anniversario ha offerto al Paese l’occasione di riflettere sulla propria storia e sulle sue contraddizioni. “Siamo tutti qui e tutti amiamo l’America”, ha detto Michael Dresdner, arrivato dal New Jersey con un gruppo di amici di opposte convinzioni politiche. In quella frase, forse, il senso più autentico di questa ricorrenza: un’America che, pur divisa, continua a cercare se stessa.





