Il Procuratore Generale Todd Blanche ha rifiutato domenica di impegnarsi a operare “sempre in modo indipendente” dalla Casa Bianca, alimentando le preoccupazioni di critici e analisti che temono un Dipartimento di Giustizia allineato all’agenda politica del presidente Donald Trump. Intervistato da Kristen Welker durante ‘Meet the Press’, Blanche ha dichiarato: “Nessun procuratore generale dovrebbe promettere una cosa del genere”, aggiungendo che Trump non gli ha mai chiesto di oltrepassare limiti legali o etici e che il Dipartimento “procederà senza timore né favoritismi”. Blanche, ex avvocato personale di Trump e confermato dal Senato la scorsa settimana, ha però lasciato intendere che terrà conto delle opinioni del Presidente nelle decisioni sui procedimenti giudiziari.
Il Dipartimento di Giustizia è stato accusato di aver agito per conto di Trump in diverse iniziative giudiziarie contro presunti avversari politici, tra cui l’ex direttore dell’FBI James Comey e la procuratrice generale di New York Letitia James. Blanche ha respinto queste accuse, sostenendo che Trump “apprezza il dissenso” e che si aspetta consigli sinceri dai suoi collaboratori.
Blanche ha difeso la procuratrice distrettuale Jeanine Pirro, nonostante la frustrazione di Trump per la gestione del caso Reflecting Pool. Ha affermato che Pirro “sta svolgendo un lavoro fenomenale” e che giudicarla sulla base di un singolo episodio sarebbe ingiusto. Sul fronte dell’integrità elettorale, tema centrale del secondo mandato di Trump, Blanche ha dichiarato che l’amministrazione potrebbe chiedere alla Corte Suprema di pronunciarsi sulle iniziative per ottenere le liste elettorali non censurate dagli Stati.





