Lo Stretto di Hormuz resta formalmente aperto, ma sotto controllo iraniano. Press Tv ha riferito l’attivazione di una linea diretta tra Washington e Teheran per prevenire incidenti e ridurre le tensioni, nel quadro del memorandum di Islamabad e delle decisioni prese nei colloqui di Zurigo. La Marina dei Pasdaran ha però ribadito che “il passaggio nello Stretto è consentito solo lungo le rotte dichiarate dall’Iran”. L’Autorità iraniana per gli stretti del Golfo Persico ha avvertito che le navi fuori dai corridoi autorizzati non avranno garanzie di transito sicuro, copertura assicurativa o indennizzi. L’Oman, d’intesa con l’Organizzazione marittima internazionale, aveva intanto predisposto un corridoio lungo le proprie coste per le imbarcazioni ferme da settimane.
Nave colpita
La tensione è salita dopo l’incidente alla portacontainer Ever Lovely, della taiwanese Evergreen Marine, registrata a Singapore. La compagnia ha confermato che la nave è stata colpita al largo dell’Oman da un “oggetto non identificato”, mentre transitava sulla rotta raccomandata dalla United Kingdom Maritime Trade Operations. Equipaggio, carico e navigabilità non hanno subito conseguenze e l’unità ha proseguito il viaggio. Fonti statunitensi citate da Associated Press hanno attribuito l’attacco a un drone iraniano, ma Evergreen non ha indicato responsabilità. La Ukmto ha riferito che il mercantile è stato colpito sul lato di dritta da un proiettile non identificato, a circa 7,5 miglia nautiche dalla costa omanita.
Dopo l’incidente, il segretario generale dell’Imo, Arsenio Dominguez, ha sospeso il piano di evacuazione delle navi e degli equipaggi bloccati nella regione, chiedendo garanzie di sicurezza per le unità inserite nella lista. Washington ha avvertito Teheran di non ostacolare il traffico né imporre pedaggi. “Il presidente Trump è stato chiaro sul fatto che l’Iran non può ostacolare il libero flusso del traffico nello Stretto”, ha detto un funzionario della Casa Bianca. Trump ha insistito che Hormuz “è aperto”, sostenendo che ieri sarebbero transitati 19 milioni di barili di petrolio. Secondo Bloomberg, il traffico continua in entrambe le direzioni, con petroliere in uscita e superpetroliere in entrata.
Hormuz e nucleare
Teheran ha respinto come “interventista, irresponsabile e provocatoria” la dichiarazione congiunta di Marco Rubio e dei ministri degli Esteri del Consiglio di cooperazione del Golfo. Stati Uniti e monarchie del Golfo hanno accolto il memorandum Usa-Iran del 17 giugno e la mediazione di Pakistan e Qatar, ma hanno chiesto che l’accordo impedisca a Teheran di dotarsi di armi nucleari e affronti anche missili balistici, droni e proxy regionali. Su Hormuz hanno invocato un passaggio “libero, incondizionato e senza restrizioni”, respingendo pedaggi o controlli iraniani. Resta aperto il dossier economico: Trump ha annunciato agli agricoltori americani “un nuovo mercato: l’Iran”, sostenendo che i fondi sbloccati potranno finanziare acquisti di mais, grano e soia Usa.
Il capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha smentito: “L’America sostiene falsamente che i nostri beni sbloccati compreranno la loro agricoltura”. Il governatore della Banca centrale Abdolnaser Hemmati ha però precisato che Teheran non esclude acquisti dagli Stati Uniti, se prezzo e qualità saranno accettabili e senza vincoli. Sul nucleare, il direttore dell’Aiea Rafael Grossi ha chiesto verifiche rapide e approfondite: “Le intenzioni non bastano. Dobbiamo mettere in atto un sistema di verifica molto approfondito il prima possibile”.
Libano, tregua fragile
Proseguono intanto i colloqui tra Israele e Libano a Washington. Secondo Haaretz, il ritardo dipende dai disaccordi sulle “zone pilota” da cui Israele dovrebbe ritirarsi: una mappa è stata presentata alle parti, ma nessuna l’ha convalidata. Sul terreno, Hezbollah ha accusato Israele di una nuova “palese violazione” del cessate il fuoco, dopo l’uccisione di tre persone in un raid con drone contro un’auto tra Zawtar Sharqiye e Mayfadun, nell’area di Nabatiye. Il movimento sciita sostiene che siano stati colpiti civili “mentre si recavano nelle loro abitazioni”.
Media libanesi hanno segnalato anche artiglieria contro Barashit e Beit Yahoun e volantini israeliani su Mansouri, vicino a Tiro: “Zona pericolosa! State alla larga!”. Il capo di Hezbollah, Naim Qassem, ha chiesto il ritiro israeliano “incondizionato” e definito il memorandum Usa-Iran “una sconfitta per gli Stati Uniti e per Israele”. L’Onu afferma che la tregua del 19 giugno regge, ma denuncia continue violazioni israeliane dello spazio aereo libanese, “principalmente con i droni”. Il presidente Joseph Aoun ha accolto con favore l’iniziativa Macron-Meloni per una coalizione multinazionale post-Unifil, definendola “una sincera espressione dell’impegno internazionale a sostegno della sovranità e della stabilità del Libano”.





