La Quercia Maggiore, il gigante di Sherwood legato alla leggenda di Robin Hood, non ha messo foglie questa primavera. E per la Royal Society for the Protection of Birds, questo significa una sola cosa: l’albero simbolo dell’Inghilterra è morto.
Dopo 1.200 anni di storia, la quercia che avrebbe dato rifugio al fuorilegge più famoso del mondo si è spenta lentamente, consumata da milioni di visitatori che, per due secoli, ne hanno calpestato le radici.
Secondo la RSPB, il terreno compattato attorno al tronco ha impedito alla pioggia di raggiungere l’apparato radicale, già indebolito da cavi e pali che sostenevano i rami monumentali. Le voci sulla sua morte erano circolate più volte, ma ogni primavera la chioma tornava a riempirsi.
La Quercia Maggiore non era solo un monumento naturale: era un personaggio del folklore. La tradizione vuole che Robin Hood vi trovasse riparo mentre sfuggiva allo sceriffo di Nottingham. Il suo nome moderno risale al 1790, quando il maggiore Hayman Rooke la citò in un libro sulle querce. Da allora, Sherwood è diventata meta di pellegrinaggi botanici e letterari. Gli esperti hanno scoperto che le radici erano “strangolate”, incapaci di assorbire acqua e nutrienti. Il cambiamento climatico — con ondate di calore, siccità e piogge violente — ha accelerato il declino.
“Gli alberi secolari sono i rinoceronti bianchi della conservazione britannica”, ha ricordato Ed Pyne del Woodland Trust. “Scompaiono in silenzio, senza la cura che meritano”. Sherwood, un tempo era la riserva di querce usate per costruire le navi della Royal Navy di Nelson e perfino il tetto di St. Paul a Londra.
L’albero, protetto da una recinzione dagli anni ’70, non verrà abbattuto: resterà in piedi come scheletro monumentale, parte viva dell’ecosistema anche dopo la morte. “La Quercia Maggiore continuerà a ergersi nel cuore di Sherwood”, ha detto Drake. “Vivrà nella leggenda di Robin Hood e sosterrà la foresta tanto dopo la morte quanto ha fatto in vita”.





