Non ce ne accorgiamo, ma la rotazione terrestre sta rallentando. Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Geophysical Research: Solid Earth rivela che la durata del giorno si sta allungando di circa 1,33 millisecondi per secolo, un ritmo mai registrato negli ultimi 3,6 milioni di anni. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il responsabile è lo scioglimento accelerato dei ghiacci dovuto all’aumento delle temperature globali.
Il meccanismo è semplice e inquietante: quando le calotte glaciali di Groenlandia e Antartide si sciolgono, l’acqua si riversa negli oceani e la massa si sposta dai poli verso l’equatore. Questo ridistribuisce il peso del pianeta e rallenta la rotazione, come un pattinatore che allarga le braccia per diminuire la velocità. Il team di ricerca, composto da scienziati svizzeri e austriaci, ha ricostruito la durata dei giorni antichi analizzando le impronte chimiche lasciate da organismi marini nei loro gusci. Questi indizi hanno permesso di stimare i livelli del mare e il moto terrestre nel passato remoto.
I risultati suggeriscono che, nel corso di milioni di anni, i giorni supereranno le 24 ore, anche se il cambiamento sarà impercettibile su scala umana. Eppure, pochi millisecondi fanno la differenza in un mondo che vive di precisione temporale. Sistemi GPS, satelliti, telecomunicazioni e app di navigazione dipendono da misurazioni estremamente accurate della rotazione terrestre. Ogni variazione richiede aggiustamenti complessi, come l’introduzione dei leap seconds, già oggetto di dibattito tra scienziati e ingegneri.
Lo studio si aggiunge a un crescente corpo di prove che dimostra come il movimento dell’acqua sulla Terra possa influenzare il suo moto. Una ricerca del 2023, citata da Tech Times, ha mostrato che il pompaggio di acque sotterranee per l’agricoltura ha spostato il polo di rotazione di circa 80 centimetri verso est tra il 1993 e il 2010, rendendo l’estrazione idrica il principale fattore climatico della deriva polare.





