Quattro giorni consecutivi di piogge torrenziali hanno devastato le foreste dell’Indonesia, causando non solo frane e inondazioni ma anche una perdita drammatica per la biodiversità mondiale: secondo uno studio pubblicato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Bogor, il 7% delle scimmie antropomorfe più rare del pianeta è morto a causa delle precipitazioni estreme. Si tratta di specie già minacciate dall’espansione agricola e dalla deforestazione, come gli oranghi di Tapanuli, considerati tra i primati più vulnerabili al mondo.
Gli scienziati hanno documentato come le piogge, cadute con intensità record tra il 3 e il 7 giugno, abbiano provocato il crollo di intere aree di foresta montana, sommergendo i rifugi naturali e isolando le popolazioni di primati. “Abbiamo trovato decine di esemplari annegati o intrappolati nel fango,” ha dichiarato la biologa ambientale Rini Suryani, che ha coordinato le operazioni di soccorso. Le stime indicano che l’evento meteorologico ha cancellato in pochi giorni anni di lavoro di conservazione, con un impatto che potrebbe accelerare il rischio di estinzione entro la prossima decade.
Il governo indonesiano ha promesso misure d’emergenza per proteggere le aree colpite, ma gli esperti avvertono che il cambiamento climatico sta rendendo sempre più frequenti episodi di pioggia estrema nel Sud‑Est asiatico. “Non è solo una tragedia naturale,” ha spiegato Suryani, “è il segnale di un equilibrio ecologico che si sta spezzando.” Le organizzazioni internazionali per la tutela della fauna hanno chiesto un piano di monitoraggio immediato e il rafforzamento delle barriere forestali per prevenire nuovi disastri. Ma nel frattempo, le immagini delle scimmie trascinate via dalle acque torbide restano un simbolo doloroso di quanto fragile sia la sopravvivenza delle specie più vicine all’uomo.





