A un mese dalle incursioni statunitensi contro diversi siti nel sud dellʼIran e dalla successiva risposta militare di Teheran, si riapre il fronte diplomatico nel tentativo di trasformare la fragile tregua in un accordo definitivo. Un negoziatore qatariota è arrivato oggi nella capitale iraniana per cercare di superare le ultime divergenze tra le parti e favorire un’intesa che possa consolidare il cessate il fuoco raggiunto nelle scorse settimane. Secondo una fonte informata citata dall’emittente Al Arabiya, la missione del mediatore di Doha è stata preceduta da consultazioni con gli Stati Uniti, a conferma del ruolo assunto dal Qatar come principale canale di interlocuzione indiretta tra Washington e Teheran dopo l’escalation militare che ha segnato il mese scorso.
L’iniziativa diplomatica arriva però in un clima tutt’altro che disteso. Nelle stesse ore, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato nuovi avvertimenti all’Iran, lasciando intendere che la Casa Bianca starebbe valutando ulteriori azioni militari.
Troppo tempo
In un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, Trump ha accusato Teheran di aver impiegato “troppo tempoʼ nei negoziati e ha affermato che il Paese” deve ora “pagare il prezzo”, senza però fornire ulteriori dettagli sul significato delle sue parole o sulle eventuali iniziative che l’amministrazione americana potrebbe adottare. Il Presidente statunitense è tornato sul tema anche in un’intervista concessa a Fox News, nella quale ha sostenuto che Washington sarebbe vicina a prendere nuove decisioni operative contro obiettivi iraniani. Trump ha dichiarato che la sua amministrazione è “vicina a emanare ordini per nuovi attacchi contro impianti energetici e ponti iraniani”.
Nel corso dell’intervista il presidente americano ha inoltre rivendicato l’efficacia della strategia adottata dagli Stati Uniti nel Golfo, definendo il blocco navale imposto ai porti iraniani “il più riuscito nella storia delle guerre marittime”. Trump ha sostenuto che le capacità di ricostruzione militare della Repubblica islamica avrebbero margini limitati e che gli sforzi di Teheran per recuperare le strutture danneggiate non sarebbero sufficienti a modificare gli equilibri sul terreno. Secondo il capo della Casa Bianca, infatti, l’Iran “sta andando rapidamente verso il fallimento”.
Prudenza
Da Teheran, intanto, il messaggio che arriva resta improntato alla prudenza. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha affermato che il percorso diplomatico con Washington non può registrare progressi concreti finché continueranno quelle che ha definito “ripetute violazioni della tregua”.





