Il primo ministro canadese Mark Carney ha lanciato un avvertimento diretto ai movimenti separatisti dell’Alberta, definendo il prossimo referendum consultivo sulla secessione un pericoloso bluff politico. Intervenendo davanti ai giornalisti, Carney ha paragonato l’iniziativa al voto sulla Brexit, ricordando come il Regno Unito, a dieci anni dal referendum, stia ancora affrontando conseguenze inattese e tentativi di rivedere decisioni che molti cittadini non ritenevano di aver realmente approvato.
Secondo Carney, utilizzare il referendum come strumento per rafforzare la posizione negoziale della provincia nei confronti di Ottawa potrebbe rivelarsi una strategia controproducente, capace di generare instabilità economica e istituzionale.
Il 19 ottobre gli abitanti dell’Alberta saranno chiamati a decidere se mantenere lo status quo o se aprire la strada a un futuro voto vincolante sulla separazione. Il dibattito arriva dopo mesi di tensioni politiche. Un movimento indipendentista di base aveva raccolto oltre 300.000 firme per chiedere un referendum, ma una sentenza ha invalidato la petizione per mancata consultazione delle comunità indigene delle Prime Nazioni.
La premier Danielle Smith ha comunque confermato l’intenzione di procedere, facendo riferimento a una contro-petizione firmata da più di 400.000 cittadini favorevoli alla permanenza della provincia nel Canada. Smith ha dichiarato che farà campagna per mantenere l’Alberta all’interno della federazione, sostenendo che i rapporti con Ottawa si siano recentemente stabilizzati.
Le tensioni restano però elevate: i sostenitori dell’indipendenza accusano il governo federale di aver penalizzato per anni la provincia ricca di petrolio, in particolare attraverso politiche ambientali che avrebbero ostacolato lo sviluppo di oleodotti e gasdotti.





