Il presidente sudcoreano Lee Jae‑myung e la premier giapponese Sanae Takaichi si sono incontrati martedì per la quarta volta in sei mesi, un ritmo senza precedenti per due Paesi storicamente segnati da rivalità e diffidenze. Il vertice si è svolto ad Andong, città natale di Lee, dopo l’incontro di gennaio a Nara, terra d’origine di Takaichi: un gesto simbolico che i due leader hanno definito prova della “profondità e forza” dei rapporti attuali. In conferenza stampa, Lee ha sottolineato come la cooperazione bilaterale sia “più necessaria che mai” in un contesto segnato dall’instabilità delle catene di approvvigionamento e dai rischi energetici aggravati dalla guerra con l’Iran. Takaichi ha confermato che il dialogo si è concentrato sulla sicurezza delle forniture di energia e minerali critici, con l’ipotesi di accordi di scambio su petrolio, gas naturale e prodotti raffinati. Secondo gli analisti, le relazioni tra Seul e Tokyo si trovano oggi in una fase insolitamente stabile. “I due Paesi preferiscono concentrarsi sulla cooperazione piuttosto che sulle questioni controverse”, ha osservato Choi Eun‑mi dell’Asan Institute, ricordando come rapporti negativi non gioverebbero a nessuno dei due. Corea del Sud e Giappone, entrambi alleati chiave degli Stati Uniti, condividono democrazie consolidate ma anche un passato doloroso legato ai 35 anni di colonizzazione giapponese della penisola coreana. Dopo anni di tensioni, il clima è migliorato nel 2023, quando i predecessori di Lee e Takaichi avviarono un percorso di riconciliazione per affrontare sfide comuni come la competizione tra Washington e Pechino e la minaccia nucleare nordcoreana. L’arrivo al potere dei due nuovi leader aveva suscitato timori: Takaichi è nota per le sue posizioni di destra in materia di sicurezza, mentre Lee è percepito come più aperto al dialogo con Cina e Corea del Nord.
Lee e Takaichi rafforzano l’asse Seul‑Tokyo: cooperazione in crescita tra tensioni globali e timori per la sicurezza energetica
Redazione
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