Un terremoto di magnitudo 5.6 ha colpito il Messico meridionale, provocando attimi di forte paura in diverse città della regione e spingendo migliaia di persone a riversarsi in strada. La scossa, registrata a una profondità relativamente bassa, è stata avvertita con particolare intensità negli Stati di Oaxaca e Chiapas, dove edifici hanno oscillato per diversi secondi e le linee elettriche hanno subito brevi interruzioni. La Protezione Civile ha confermato che, al momento, non risultano vittime né danni strutturali gravi, ma le squadre tecniche stanno effettuando controlli approfonditi su scuole, ospedali, ponti e infrastrutture considerate sensibili.
In alcune comunità rurali sono state segnalate piccole frane e caduta di massi lungo le strade montane, fenomeni frequenti dopo scosse di questa intensità. Le autorità stanno inoltre monitorando eventuali repliche, alcune delle quali già registrate ma di magnitudo minore. Il Messico, situato lungo l’Anello di Fuoco del Pacifico, è abituato a un’attività sismica costante, ma ogni evento significativo riporta alla memoria tragedie passate e alimenta la necessità di mantenere alta la preparazione.
Gli esperti dell’Istituto Sismologico Nazionale hanno spiegato che la scossa rientra nella normale dinamica tettonica della regione, pur ricordando l’importanza di aggiornare i piani familiari di emergenza e verificare le condizioni degli edifici più datati. Il presidente e le autorità locali hanno invitato la popolazione alla calma, assicurando che i servizi di emergenza restano pienamente operativi. Mentre la vita quotidiana riprende gradualmente il suo ritmo, il sisma rappresenta l’ennesimo promemoria della vulnerabilità del Paese e della necessità di investire continuamente nella prevenzione e nella resilienza.





