
Ci sono anniversari che pesano più di altri. Il ricordo del Capitano Emanuele Basile, comandante della Compagnia Carabinieri di Monreale caduto sotto i colpi della mafia, è uno di quegli appuntamenti con la storia che non si possono — e non si devono — lasciare scorrere in silenzio. E quest’anno, in occasione di quella data, è arrivata una voce che vale più di molti discorsi: quella di Cosimo Basile, fratello del Capitano.
Cosimo, che partecipa con convinzione al cammino culturale del Parlamento Internazionale della Legalità, si è rivolto al presidente, professor Nicolò Mannino, e al vicepresidente, dottor Salvatore Sardisco, con parole di gratitudine profonda e di vicinanza sincera. Un gesto semplice e potente insieme, che dice molto sul valore di un’associazione capace di restare accanto alle famiglie delle vittime non solo nei giorni delle cerimonie, ma nel tempo lungo della memoria condivisa.
«Vi ringraziamo molto della vostra affettuosa vicinanza, solidarietà, del ricordo puntuale e costante» — queste le parole di Cosimo, che nel suo messaggio descrive il fratello con termini che restituiscono l’immagine di un uomo prima ancora che di un ufficiale: «bravo, coraggioso, giovane». Parole familiari, che ricordano come dietro ogni martire dello Stato ci sia una persona amata, una vita strappata troppo presto, una famiglia che porta avanti il peso di quella perdita giorno dopo giorno.
Il riconoscimento verso il Parlamento della Legalità è esplicito e sentito. Cosimo sottolinea il grande sacrificio, l’impegno personale, la costanza e l’efficacia con cui l’associazione opera ogni giorno per affermare e sostenere la cultura della legalità. Un lavoro che, secondo la famiglia Basile, contribuisce a rendere uomini e donne liberi dalla mafia.
Il messaggio si chiude con una triplice espressione di gratitudine — «grazie, grazie, grazie, di esserci e di esserci sempre!» — che suona come un abbraccio morale e come uno stimolo a proseguire. In un paese in cui troppo spesso la memoria si consuma in fretta, sapere che i familiari delle vittime guardano con stima e riconoscenza a chi coltiva quella memoria è insieme una responsabilità e un onore.
Il Parlamento Internazionale della Legalità raccoglie queste parole con profonda emozione e rinnova, a tutta la famiglia Basile, l’impegno a tenere alto il nome del Capitano Emanuele: simbolo di uno Stato che non si piega e di una coscienza civile che non dimentica.
Di Leonardo Lamberto Scaglione





