Dovrei partire dal farvi pensare la faccia della premier giapponese alla Casa Bianca quando Trump spiega ai giornalisti che i giapponesi sono i “numeri uno” al mondo per le sorprese… basti dire Pearl Harbour…
Ma questo non vuole essere un articolo lombrosiano sui volti. Certo nel nostro immaginario di facce note, i leader conservatori nel mondo moderno sono state le irraggiungibili stelle del firmamento che hanno saputo fare davvero una luminosa costellazione transatlantica: Margaret Thatcher e Ronald Reagan. Ma in attesa che si manifesti qualcun altro degno di simili paragoni, magari pure da casa nostra, non ci resta che provare ad affrontare il delicatissimo tema del rapporto tra due inquilini: quello della Casa Bianca e quello di San Pietro e si badi bene che a Roma non c’è più quel Papa gesuita, venuto dalla fine del mondo che aveva scelto in modo anche evidente gli ultimi. Ma c’è un umile, saggio, composto, agostiniano col passaporto USA e peruviano. Che gli ultimi pure li conosce e frequenta. Scherzi della Provvidenza. Gli inquilini più potenti al mondo nella storia recente hanno litigato spesso e di brutto. Sui diritti civili, famiglie arcobaleno e aborto il confronto con i democratici USA è stato molto acceso. Ed è giusto. Perché si scontrano due visioni del mondo e della vita diametralmente opposte. Quella dei diritti e delle libertà senza doveri e comunità dei liberal, le sinistre radicali dalle nostre parti. E quello della Libertà nella Verità o almeno nella Comunità che portiamo avanti come cattolici e cristiani impegnati.
Per amore della cronaca le facce dei conservatori in Italia restano sbigottite e attonite e le Chiese si svuotano quando al posto dei pastori di Dio le Comunità cattoliche si svuotano del Messaggio di Gesù per riempirsi solo di pani e pesci da distribuire come qualunque onlus. I fedeli conservatori sono disorientati se manca la condanna del peccato. E ricordiamoci pure che come fedeli fanno da duemila anni fatica a capire e applicare alcune leggi come quella del perdono… che non è proprio irrilevante.
Sulla politica estera, sui migranti il dialogo tra i seguaci di Cesare e quelli di Dio deve trovare una quadra perché non sono principi da enunciare ma carne viva. Persone. Figli di Dio. E se dici di pregare “seriamente” tutti i giorni tanto da offrirci quei riti evangelici originali con tutti attorno al Potus, il frasario che poi devi usare per parlare delle vittime civili, delle armi, dei bombardamenti non può essere quello da Saloon. E mi fermerei qui perchè il mio editoriale di oggi vuole essere originale rispetto al dibattito offrendo un tema in più. Siamo tutti Americani? Filo americani? Tutti cristiani, cattolici? Tutti che ci emozioniamo per le stesse cose? No, Signori. Tra noi ci sono tanti che più o meno legittimamente, manco conoscono la Storia e gli ideali dell’Occidente che forse val la pena ribadire e sottolineare. E ci sono quelli che legittimamente la pensano diversamente: sedotti dal comunismo, antiamericani più o meno manieristici.
Noi che scriviamo e penso pure quelli che ci leggono qui, siamo l’Occidente: cristiano eppure laico, liberale e popolare, ma non liberal e rivoluzionario, conservatore alla San Paolo (ritenete ciò che è buono e cacciate via il maligno) e dunque innovatore per antonomasia. Ci siamo. ESISTIAMO. E non capiamo più questo modo di parlare, pensare, vivere e tagliare ponti e tagliarsene pure alle spalle del Presidente Trump. Che è entrato nella Storia, ma dalla parte sbagliata. Adesso per lui bisogna sperare che riesca a vincere sugli assassini che albergano a Teheran, riesca a far ripartire l’economia compromessa da incertezza e danni infrastrutturali, e riesca a contenere il linguaggio perché noi semplici e umili non possiamo vivere ogni giorno sulla graticola, in tensione, in affanno.
Siamo il popolo moderato, del ceto medio che magari manco conosce bene la Borsa e i suoi giochi speculativi, manco immagina che tra potenti urlanti spesso ci siano messaggeri che continuino a parlarsi sottovoce, che tra accuse e calunnie infamanti qualcuno viceversa possa operare per la vita del Pianeta e dell’uomo su Madre Terra. Subiamo continuamente fake news. Quello di cui ha bisogno Trump e personalmente glielo auguro con tutto il Cuore sono cose che si chiamano “Miracoli” (i tre che ho enunciato) e “soft power” e pare funzionino meglio dalle parti di Roma, da molto molto più tempo. Gli inquilini passano e le facce dei conservatori guarderanno sempre prima Roma e Washington DC… come metrica dei sentimenti tra passato e futuro tra punti di riferimento e di forza e quando da qualche lato prevale l’incertezza allora sarà l’altro lato a doversi fare forte. Non bisogna distruggere l’Occidente perché questo asse rispetta di più la Vita degli altri sistemi politici. E ricordate gente che chi è più potente e il Papa, il Re e chi non tiene niente (quando si sveglia però…)





