Numeri che pesano e che raccontano una linea: l’Antitrust non arretra e anzi aumenta la pressione sui mercati. Le sanzioni per 1,4 miliardi nei casi di illecito accertato segnano il dato più evidente della relazione annuale relativa al 2025 presentata ieri dal Presidente Roberto Rustichelli. Un risultato che si affianca a 21 procedimenti conclusi in materia di concorrenza, due indagini conoscitive e 78 interventi tra segnalazioni e pareri.
Il quadro che emerge è quello di un’Autorità che agisce su più fronti, con particolare attenzione ai mercati digitali. Qui si concentrano alcune delle istruttorie più rilevanti. Tra queste, la sanzione da circa 100 milioni a Apple per pratiche che hanno limitato la possibilità per gli sviluppatori di acquisire il consenso degli utenti alla profilazione. Un intervento che incide su un nodo centrale dell’economia delle piattaforme: il controllo dei dati.
Sempre sul versante digitale, l’Autorità ha reso vincolanti gli impegni di Meta nel contenzioso con la Siae. L’obiettivo è assicurare trasparenza nelle trattative e garantire la presenza delle opere musicali italiane su Instagram e Facebook. Un passaggio che ha evitato il blocco dei contenuti e ha definito nuove regole nel rapporto tra piattaforme e diritti.
Competitività degli operatori
Nello stesso ambito si colloca l’intervento su WhatsApp, con misure cautelari per ristabilire l’accesso da parte di imprese concorrenti nei servizi chatbot basati su Intelligenza Artificiale. La limitazione, secondo l’Autorità, avrebbe potuto compromettere in tempi rapidi la capacità competitiva degli operatori, soprattutto dei nuovi entranti. Accanto alla concorrenza, resta centrale la tutela del consumatore. Nel 2025 sono state concluse 70 istruttorie con sanzioni per 70 milioni, mentre in altri 31 casi si è arrivati alla rimozione delle criticità attraverso interlocuzioni dirette. I settori coinvolti vanno dall’influencer marketing al teleselling, fino al greenwashing e alle piattaforme di vendita dei biglietti.
Sul fronte giudiziario cresce la solidità dei provvedimenti. Le decisioni confermate passano dall’88% al 96% davanti al Tar Lazio e dal 68% all’83% al Consiglio di Stato. Un dato che riflette, secondo l’Autorità, un rafforzamento dell’impianto probatorio e del rispetto delle garanzie difensive.
Roma
Due interventi riguardano Roma. Il primo colpisce il sistema di vendita dei biglietti per il Colosseo: sanzioni per circa 20 milioni a CoopCulture e a sei piattaforme online che hanno utilizzato sistemi automatizzati per accaparrarsi i tagliandi e rivenderli a prezzi maggiorati. Il secondo interessa Atac, con il riconoscimento di oltre 3 milioni di euro di rimborsi agli abbonati e l’introduzione di un sistema di indennizzo in caso di ritardi superiori ai 15 minuti. Nel documento emerge anche il contesto in cui si inserisce l’azione dell’Autorità. Il periodo recente ha modificato profondamente il funzionamento dei mercati, tra tensioni geopolitiche e ridefinizione delle catene del valore. La concorrenza resta un elemento centrale, ma si confronta con esigenze di sicurezza economica e autonomia strategica. “Competitività e sicurezza tendono a sovrapporsi”, si legge nella relazione.
Cresce infine l’utilizzo del rating di legalità. Le imprese coinvolte aumentano in modo significativo rispetto al 2019. Il nuovo regolamento introduce semplificazioni e rafforza la cooperazione con Guardia di Finanza e Arma dei Carabinieri, con l’obiettivo di rendere più efficace il sistema di controllo.





