Il principio ‘Think Small First‘ entra ufficialmente nell’agenda politica dell’Unione europea e segna una svolta significativa per il mondo delle piccole e medie imprese. È quanto emerge dalle conclusioni del recente Consiglio europeo, in cui i Capi di Stato e di Governo hanno adottato un orientamento incentrato su competitività, semplificazione normativa e rafforzamento del mercato unico, con un’attenzione senza precedenti verso micro e piccole imprese.
‘Pensare prima al piccolo’
Nel documento finale, al punto 35, viene esplicitamente recepito il principio del ‘Pensare prima al piccolo’, pilastro delle istanze di SMEunited, l’associazione europea dell’artigianato e delle Pmi di cui Confartigianato è membro fondatore.
Un risultato frutto di un’intensa attività istituzionale portata avanti dal presidente di SMEunited, Davide Galli, che nelle settimane precedenti al vertice ha sollecitato i vertici europei a porre le Pmi al centro delle politiche comunitarie. “Se l’UE vuole davvero garantire sovranità, sicurezza e prosperità, il principio ‘Pensare prima al piccolo’ deve guidare ogni scelta politica”, aveva scritto Galli in una lettera inviata il 5 febbraio ai leader europei in vista del summit informale sulla competitività del 12 febbraio.
Gli incontri a Bruxelles
L’azione di pressing è proseguita anche nei giorni immediatamente precedenti al Consiglio europeo, con una serie di incontri a Bruxelles con i vertici delle istituzioni Ue. Nel confronto con il presidente del Consiglio europeo, António Costa, è stata ribadita la necessità di una legislazione proporzionata alla reale capacità delle Pmi di conformarsi alle regole. Un appello rilanciato anche al Vertice sociale tripartito del 18 marzo, alla presenza della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Numerosi anche i confronti con i rappresentanti della Commissione europea sui principali dossier strategici.
Tutti i settori coinvolti
Dall’agricoltura e alimentazione, con l’attenzione alla tutela della produzione artigiana e al contrasto delle pratiche sleali, alla strategia industriale, con focus su standardizzazione, appalti pubblici e accesso ai finanziamenti per le Pmi. Al centro del dialogo anche i diritti sociali e le competenze, con la richiesta di semplificare gli oneri amministrativi, e i temi ambientali, dove sono state evidenziate le criticità del Passaporto Digitale del Prodotto e la necessità di rafforzare gli strumenti di supporto alla transizione ecologica.
Semplificazioni e competitività
Le conclusioni del Consiglio europeo delineano una roadmap chiara. Tra le priorità, il proseguimento del percorso di semplificazione normativa, con un quadro più favorevole alle Pmi e nuove iniziative ‘Omnibus’, nel rispetto della certezza del diritto. Ampio spazio è dedicato al completamento del mercato unico, con l’obiettivo di evolvere verso un vero ‘one market’, sostenuto da una roadmap da monitorare nel 2026 e da strumenti come la e-declaration e il Business Wallet.
Il tema energia
Particolare attenzione è riservata anche al tema dell’energia, con l’urgenza di affrontare i costi elevati e volatili attraverso il completamento dell’Unione dell’energia entro il 2030 e l’introduzione di misure temporanee per contenere i prezzi.
Il Consiglio europeo richiama inoltre la necessità di integrare pienamente le Pmi nelle politiche per crescita, resilienza e innovazione, rafforzando gli investimenti nelle tecnologie del futuro e la base industriale, anche in chiave di autonomia strategica. In questo contesto viene ribadita l’importanza di una ‘preferenza europea’ per le tecnologie strategiche e del coinvolgimento delle Pmi anche nel settore della difesa.
I dossier da affrontare
Tra gli altri elementi, l’accelerazione dei principali dossier legislativi, tra cui intelligenza artificiale, cartolarizzazione ed euro digitale, oltre alla revisione del sistema ETS prevista entro luglio 2026. Confermato, infine, il sostegno dell’Unione europea all’Ucraina.





