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Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio

Meloni in Parlamento sulla crisi Iran. Opposizioni: “Informativa umiliante”

M5s, Avs e Iv attaccano: “Nessuna linea chiara sul conflitto Usa-Israele-Iran”. Governo annuncia Cdm e rientro di 2.300-2.500 italiani dal Golfo, primi voli con studenti e task force in campo. Vigilanza rafforzata per rischio terrorismo e tensioni sui mercati energetici
mercoledì, 4 Marzo 2026
2 minuti di lettura

La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran irrompe nel dibattito politico italiano e costringe il governo a muoversi su due fronti: gestione dell’emergenza per i connazionali nel Golfo e confronto parlamentare sempre più acceso. Alla Camera, Pd, Avs, M5s e Iv hanno chiesto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni riferisca direttamente in Aula sulla crisi dopo gli attacchi contro Teheran e la risposta iraniana. Nicola Fratoianni ha definito l’informativa dei ministri degli Esteri e della Difesa “umiliante per il Parlamento”, denunciando l’assenza di “una parola chiara” sull’“attacco unilaterale degli Stati Uniti e di Israele all’Iran”, che a suo giudizio rappresenta “l’ennesima conclamata gravissima violazione del diritto internazionale”.

Giuseppe Provenzano ha parlato di audizione “in larga parte inutile” e ha chiesto che Meloni chiarisca “se volete anche voi partecipare a una guerra illegale dalle conseguenze incalcolabili”. Il Pd domanda inoltre che l’Italia escluda l’uso delle basi per qualunque forma di supporto all’azione militare. Dal M5s, Riccardo Ricciardi ha accusato il governo di silenzio nei primi giorni di crisi e ha attaccato la linea dell’esecutivo: “L’Italia non dia nessun supporto a questo attacco”. Nel mirino anche il coordinamento tra Esteri, Difesa e intelligence. Da Milano, il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato che in settimana si terrà un Consiglio dei ministri dedicato e che la premier andrà in Parlamento. “Non è il momento di fare polemica, ma di lavorare tutti insieme. Una guerra non è mai una buona notizia”, ha detto, richiamando anche i possibili contraccolpi economici su energia e carburanti. Il governo monitora anche le tensioni sui mercati energetici per prevenire nuovi rincari su carburanti e bollette.

Difesa e basi: “Decide il governo”

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha riferito che diversi Paesi del Golfo hanno chiesto aiuto, anche per la difesa aerea. L’Italia sta valutando “con che sistema giuridico farlo: un decreto legge o altro”. Sull’eventuale utilizzo delle basi italiane per azioni offensive contro l’Iran ha precisato: “Non è una decisione mia, è una decisione del governo”. Tajani ha inoltre annunciato la convocazione dell’ambasciatore iraniano dopo l’attacco a Cipro e ha ribadito: “L’Italia non è in guerra con nessuno”. Ma ha ammesso che “l’allargamento del conflitto preoccupa tutti” e che sono in corso valutazioni anche sui rischi di terrorismo. È stata rafforzata la vigilanza sugli obiettivi sensibili e sulle sedi diplomatiche, con un monitoraggio costante da parte dell’intelligence. Il dossier è al centro anche dei contatti con i partner europei e atlantici, mentre Roma mantiene un coordinamento costante con Bruxelles e con gli alleati della Nato.

Arrivati i primi italiani

La Farnesina ha attivato un ponte aereo per riportare a casa i connazionali. “Stanno rientrando tra i 2.300 e i 2.500 italiani dall’area del Golfo, compresa l’Arabia Saudita”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Charter sono partiti da Riyad, Mascate, Abu Dhabi e Dubai. Priorità a “anziani, giovani e malati”. Tajani ha parlato di riunioni con tutti gli ambasciatori dell’area e di assistenza anche a chi è rimasto bloccato in Asia perché in transito negli hub del Golfo. “La questione delle medicine è fondamentale, ma stiamo risolvendo”, ha assicurato.

In serata è atterrato a Roma un volo con 127 italiani provenienti da Oman ed Emirati. Contestualmente è stata inviata a Mascate una task force composta da funzionari, Carabinieri, Finanzieri e un esperto della Protezione Civile per rafforzare le sedi diplomatiche. Intanto è arrivato a Milano da Abu Dhabi il volo con circa 200 passeggeri, tra cui gli studenti italiani rimasti bloccati a Dubai durante l’escalation. A Malpensa i genitori hanno atteso i ragazzi raccontando di non aver “mai perso il contatto” grazie alle connessioni Wi Fi dell’hotel. Nei giorni scorsi gli studenti avevano ricevuto ripetuti alert sui telefoni e si erano rifugiati nei piani interrati della struttura. Restano criticità per i 563 italiani a bordo della nave “Euribia”, ferma da tre notti nel porto di Dubai. La compagnia ha spiegato che la “parziale e graduale riapertura dello spazio aereo” sta consentendo la riprogrammazione dei voli, ma con “inevitabili tempi di attesa” per l’alto numero di richieste.

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