venerdì, 19 Aprile, 2024
Società

Carcere: molti suicidi e sovraffollamento. Il Garante: trattamento inumano

Oltre 13mila carcerati rispetto ai posti disponibili. In Pnrr non basterà

Troppi morti in carcere e a “ritmi serrati” scrive il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. Dal primo gennaio 16 suicidi e 20 morti per “altre cause” tra malattia, overdose, omicidio e “altro.” Qualche giorno fa in una comunicazione ufficiale il Garante scriveva che si preannunciava un “andamento molto simile” al 2022 quando si sono contati 85 suicidi nel corso dell’anno: 8 nel mese di gennaio, esattamente 5 nei primi 14 giorni. “La tendenza al sovraffollamento senza battute d’arresto è fenomeno in atto da un anno, con una progressione preoccupante rispetto agli anni precedenti: se alla fine del 2022 la popolazione detenuta era aumentata di circa 2000 unità rispetto a dicembre del 2021, l’aumento registrato al 30 dicembre 2023 è esattamente del doppio, con circa 4000 persone detenute in più. Negli ultimi tre mesi (dal 14 ottobre al 14 gennaio) l’aumento è stato di 1196 presenze, quindi, quasi 400 al mese.”

Meno di 3 metri a persona

I dati del Garante mostrano una situazione si sovraffollamento preoccupante: l’indice attuale dell’affollamento delle carceri italiane, a metà gennaio 2024, è del 127,54%: 60.328 persone detenute, 13.000 in più rispetto ai 47.300 posti disponibili, con punte di sovraffollamento del 232,10% nella Casa circondariale di San Vittore a Milano, del 204,95% nella Casa circondariale di Canton Mombello a Brescia, del 204,44% in quella di Lodi, 195,36 in quella di Foggia. Secondo quanto rivela il Garante “la criticità della densità della popolazione detenuta è aggravata dalla modalità con cui viene attuata la nuova disciplina della detenzione della media sicurezza, per la quale se le persone non sono impegnate in attività restano chiuse nelle camere di pernottamento: la carenza di attività, riscontrabile in modo diffuso nel nostro sistema penitenziario, determina, pertanto, la permanenza nel chiuso delle celle, in spazi che in due Istituti sono anche certificati come inferiori al limite dei 3 metri quadrati per persona per cui la Corte europea dei diritti dell’uomo ha indicato la forte presunzione di trattamento inumano, in violazione dell’articolo 3 della Convenzione, articolo che – lo ricordiamo – non ammette deroghe, neppure in situazioni eccezionali”.

Nuovi carceri, troppo tempo

Il Collegio del Garante nazionale, il presidente, Felice Maurizio D’Ettore, e i componenti, Irma Conti e Mario Serio, in attesa che si perfezionino le procedure di insediamento del Collegio che subentrerà per il prossimo quinquennio, scrive comunque che “non può attendere i tempi di progetti edilizi di diverso genere e non è colmato dalla realizzazione dei nuovi 8 padiglioni inseriti dal precedente Governo nel Pnrr, poiché essi potranno ospitare non più di 640 persone: una goccia rispetto all’eccedenza attuale di 13.000 detenuti rispetto ai posti disponibili”.

Recuperare strutture demaniali

Il Garante nazionale raccomanda, pertanto, che “si assumano provvedimenti urgenti di deflazione della popolazione detenuta come quelli introdotti con il decreto-legge 23 dicembre 2013 n. 146, sia pure di durata temporanea, e che si avvii in tempi rapidi la previsione normativa per consentire una modalità diversa di esecuzione penale per le persone condannate a pene brevi, inferiori ai due anni di reclusione, che oggi contano più di 4000 unità; una modalità di forte rapporto territoriale, da attuare anche recuperando strutture demaniali già esistenti”.

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