giovedì, 30 Giugno, 2022
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Coldiretti: il Green Pass blocca i lavoratori stagionali. Disatro per frutta e vendemmia

L’obbligo del green pass sul lavoro mette a rischio le forniture alimentari del Paese. È il timore della Coldiretti che raccoglie le preoccupazioni delle imprese che dovranno affrontare una situazione in cui solo la metà della popolazione è completamente vaccinata. Ciò comporta per l’agricoltura grandi difficoltà perché c’è da gestire l’arrivo di stagionali dall’estero dai quali dipende 1/4 dei raccolti Made in Italy.

Per la Coldiretti l’utilizzo del green pass nelle campagne sarebbe come imporre uno stop
in piena attività di raccolta di frutta e verdura mentre tra poche settimane inizierà la vendemmia.
“Si tratta di appuntamenti non rinviabili che riguardano prodotti altamente deperibili”, sottolinea la Coldiretti, “già colpiti duramente dagli effetti del maltempo che ha drammaticamente ridotto le produzioni nazionali con cali che vanno dal 30% per le ciliegie al 40% per le pesche e nettarine fino 50% per le albicocche, rispetto ad una annata normale”.

200 MILA LAVORATORI STRANIERI

A breve scatterà la vendemmia che necessità di almeno 200mila persone solo per la raccolta. “A preoccupare sono le difficoltà per l’arrivo in Italia di molti lavoratori dall’estero in una situazione in cui a livello nazionale”, commenta la Coldiretti, “viene ottenuto da mani straniere più di ¼ del Made in Italy a tavola, con 368mila lavoratori provenienti da ben 155 Paesi diversi che hanno trovato regolarmente occupazione in agricoltura, fornendo il 29% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore”. Per la grande maggioranza si tratta di lavoratori che spesso da anni collaborano per garantire professionalità ed esperienza alle imprese agricole italiane e che ogni anno attraversano il confine per poi tornare nel proprio Paese.

NEI CAMPI CONTAGI MINIMI

Peraltro il lavoro in campagna, con appena lo 0,3% degli infortuni da Covid 19 che hanno interessato il settore dell’agricoltura, è, fa presente la Coldiretti, il più sicuro grazie all’attività all’aperto e alla possibilità di mantenere le distanze anti contagio. “I dati Inail sulle denunce complessive di infortunio da Covid al 31 maggio 2021 evidenziano”, precisa la Confederazione, “come la percentuale più bassa di contagi tra le diverse attività si sia verificata proprio in agricoltura dove peraltro non si è mai smesso di lavorare durante l’anno per garantire le forniture alimentari degli italiani”.
La Coldiretti si dice in prima linea per sostenere l’accelerazione della campagna vaccinale nel momento in cui l’avanzare della variante Delta minaccia la salute di tutti i cittadini e la ripresa economica del Paese.

AGRICOLTORI CORSA AI VACCINI

Hub Coldiretti sono stati aperti nelle cantine, nelle aziende agricole, nei piccoli borghi e nelle comunità dei lavoratori immigrati. “Il supporto alla rete nazionale organizzata dal Commissario Straordinario all’Emergenza Generale Francesco Paolo Figliuolo è reso possibile, grazie alla presenza capillare sul territorio della Coldiretti”, ricorda con orgoglio la Confederazione, “l’estensione del piano vaccinale alle categorie produttive ha visto la Coldiretti protagonista a tutela della salute su tutto il territorio nazionale e ad oggi sono stati “approvati” come punti vaccinali, già in possesso di tutti i requisiti, ben 141 sedi Coldiretti e 27 sedi aziendali”.

GARANTIRE LE FORNITURE

A garantire le forniture alimentari alla popolazione sono 3,6 milioni di lavoratori impegnati in oltre un milione di realtà divise tra 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari e 230mila punti vendita, tra ipermercati (911) supermercati (21101), discount alimentari (1716), minimercati (70081 e altri negozi (138000).

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