0
Papa Leone XIV

Papa Leone XIV: “La guerra è un fallimento della politica e dell’umanità”

All’udienza generale in piazza San Pietro il Pontefice richiama le responsabilità dei governi, denuncia le disuguaglianze e difende i diritti dei lavoratori
giovedì, 5 Novembre 2026
3 minuti di lettura

«La guerra è un fallimento della politica e dell’umanità, una resa vergognosa, una sconfitta di fronte alle forze del male». Leone XIV ieri ha voluto riprendere le parole di Francesco nell’enciclica ‘Fratelli tutti’ e le ha poste al centro della riflessione sulla responsabilità della politica nella costruzione della pace. Il richiamo è arrivato durante l’udienza generale del mercoledì, in piazza San Pietro, dedicata al rapporto tra fede, vita sociale, economia e istituzioni. Il Pontefice ha indicato nella tutela del bene comune la strada per contrastare i conflitti e le ingiustizie: «La politica che si prende cura delle ferite dei popoli e di quanti subiscono ingiustizia offre motivi di speranza per l’avvenire dell’umanità», ha sottolineato e ha affidato a chi esercita responsabilità pubbliche il compito di mettere al centro la dignità delle persone.

La catechesi è il ciclo sui documenti del Concilio Vaticano II, con particolare riferimento alla costituzione Gaudium et spes. Leone XIV affronta i temi dello sviluppo economico, del lavoro e della partecipazione democratica, a partire da un principio: la dimensione sociale appartiene alla natura umana e alla stessa esperienza della fede cristiana.

Disuguaglianze economiche e rischi per la pace

Gli squilibri prodotti da uno sviluppo economico ingiusto rappresentano, secondo il Papa, una minaccia per la stabilità internazionale. Il Concilio aveva già individuato questo pericolo, legandolo anche al mancato rispetto del creato. Un’analisi che Prevost considera confermata dalla storia degli ultimi decenni e dalla situazione attuale. Per affrontare tali problemi, il progresso tecnologico non è sufficiente. Il Pontefice ha quindi citato la necessità di intervenire sulle strutture economiche e sociali, insieme a un cambiamento delle abitudini e della mentalità collettiva. Lo sviluppo deve rimanere al servizio dell’uomo e sotto il suo controllo.

Un’attenzione particolare riguarda le persone più vulnerabili. Il Vescovo di Roma ha richiamato gli appelli del Concilio contro le discriminazioni che colpiscono i gruppi sociali più deboli e i migranti. La crescita economica, nella prospettiva illustrata durante l’udienza, non può prescindere dalla tutela dei diritti e dalla possibilità per ciascuno di partecipare alla vita della società.

Lavoro, diritti e responsabilità delle istituzioni

Il lavoro ha occupato una parte centrale della riflessione papale. Non costituisce soltanto una fonte di reddito, ma permette alla persona di sviluppare le proprie capacità, sostenere la famiglia e contribuire alla comunità. Per questo non può trasformarsi in uno strumento di danno per i lavoratori, per il bene comune o per l’ambiente. Sua Santità ha giudicato inaccettabili la disoccupazione, lo sfruttamento e le condizioni professionali che espongono a rischi la salute e la vita. Ha sottolineato inoltre il diritto e il dovere dei lavoratori di partecipare alle decisioni relative alla propria attività, anche attraverso forme associative. Il dialogo e le azioni non violente restano gli strumenti indicati per affrontare le controversie.

Il discorso si è esteso alla distribuzione delle risorse e alle scelte finanziarie. Richiamando il principio della destinazione universale dei beni, Leone XIV ha parlato della responsabilità di soggetti privati e autorità pubbliche nel garantire condizioni di vita dignitose. Gli investimenti devono inoltre tenere conto delle generazioni future, senza sacrificare le loro necessità agli interessi immediati.

La politica al servizio del bene comune

Nella seconda parte della catechesi l’attenzione si è concentrata sul ruolo delle istituzioni. La comunità politica, ha ricordato Leone, trova la propria ragione d’essere nel bene comune, inteso come insieme delle condizioni che consentono alle persone, alle famiglie e alle associazioni di realizzare pienamente le proprie possibilità. Il Papa ha ribadito anche la distinzione tra Chiesa e comunità politica, autonome e indipendenti nei rispettivi ambiti. Una separazione che non esclude la collaborazione, soprattutto quando l’obiettivo condiviso riguarda la tutela della dignità umana e il servizio alla società.

Da qui l’invito rivolto ai giovani a seguire l’esempio di uomini e donne che hanno testimoniato questi valori nell’economia e nella politica. Alle comunità cristiane il Papa ha chiesto invece di rilanciare la formazione sulla dottrina sociale della Chiesa, affinché l’impegno civile trovi spazio anche nei percorsi educativi e pastorali.

Il viaggio in Sudamerica e le beatificazioni

Al termine dell’udienza Prevost ha annunciato la partenza, prevista per domani, del viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù: «Vi chiedo di accompagnarmi con la preghiera, affinché il Signore benedica questa missione in quei Paesi a me tanto cari», dichiara ai fedeli. Nel saluto ai pellegrini di lingua spagnola ha auspicato che la visita possa rafforzare la fede, rinnovare la speranza e ravvivare la carità. Il Pontefice ha ricordato inoltre le due beatificazioni in programma sabato. Ad Antigua Guatemala sarà proclamato beato Augusto Rafael Ramirez Monasterio, sacerdote francescano ucciso in odio alla fede nel 1983. A Santander, in Spagna, toccherà a Francesco González de Córdova e a settantanove compagni, tra sacerdoti, seminaristi e laici, vittime della persecuzione religiosa del secolo scorso.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Una pace negoziata è meglio di una guerra senza fine”

“Una pace negoziata è meglio di una guerra senza fine”.…

“Una guerra mondiale a pezzi”: l’allarme di Leone XIV ad Ankara

Il primo viaggio apostolico di Leone XIV si è aperto…