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Meloni: “Voglio altri cinque anni, il Quirinale non è nei miei piani”

Il Premier esclude una candidatura alla presidenza della Repubblica. Sulla manovra la Cisl chiede correttivi per pensioni e fisco, Tajani apre al confronto
lunedì, 2 Novembre 2026
2 minuti di lettura

«Sono totalmente concentrata a chiudere bene questo mandato e a chiedere agli italiani di confermarmi la loro fiducia per altri cinque anni. Il Quirinale non è nei miei piani». Sono parole, queste, dette da Giorgia Meloni e contenute nel libro di Bruno Vespa «Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein», in uscita oggi per Mondadori-RAI Libri, nel quale affronta anche il tema dell’elezione del prossimo Capo dello Stato e delle possibili candidature di area conservatrice: «Non si capisce perché debba fare scandalo l’idea che una personalità di cultura conservatrice possa un giorno ambire a quel ruolo», ha detto il Premier che ha contestato la convinzione secondo cui un presidente della Repubblica debba necessariamente provenire dal Centrosinistra e ha definito «razzismo culturale» l’atteggiamento di chi considera una parte degli italiani politicamente meno legittimata a ricoprire incarichi istituzionali.

Il Primo Ministro ha criticato inoltre le reazioni della Sinistra all’ipotesi che sia una maggioranza di Centrodestra a indicare il prossimo presidente della Repubblica, nelle quali ravvisa una «concezione proprietaria» delle istituzioni.

Capitolo manovra

Sul fronte della legge di bilancio la Segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola in un’intervista a «Repubblica» ha riconosciuto al Governo di aver accolto diverse richieste del sindacato, dal taglio dell’Irpef per il ceto medio alle agevolazioni fiscali sui premi di produttività e sugli aumenti contrattuali, fino al rifinanziamento della legge sulla partecipazione, al potenziamento della Zes unica e agli incentivi per le assunzioni di giovani e donne nel Mezzogiorno. Tra gli interventi apprezzati figurano anche le misure per famiglie e congedi parentali, la tassazione al 15% delle maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e a turni e il contributo richiesto a banche, assicurazioni e società energetiche. «Sono frutti del confronto e li rivendichiamo», ha spiegato Fumarola che ha individuato però nella rivalutazione delle pensioni una delle principali questioni da correggere.

Secondo la leader sindacale gli assegni superiori a 2.447 euro lordi mensili non recuperano interamente l’inflazione, mentre oltre i 3.059 euro il recupero si limita a poco più della metà. Da qui la richiesta di eliminare la stretta e garantire la rivalutazione, oltre a rendere strutturale il taglio dell’Irpef, estenderlo fino a 60mila euro e fermare l’ampliamento del regime forfettario per gli autonomi.

Giovani

Fumarola ha richiamato inoltre la necessità di interventi per i giovani, con incentivi destinati alle imprese che stabilizzano e formano i lavoratori, un piano casa finanziato, il recupero degli alloggi popolari vuoti e maggiori risorse per il fondo affitto. Sul disagio giovanile ha sottolineato il peso del carovita, dei salari bassi e delle difficoltà abitative, senza trascurare il tema delle proteste: «Le violenze sono inaccettabili, ma ridurre tutto a ordine pubblico è miope». La segretaria generale ha giudicato un errore la riduzione di quasi settemila posti tra docenti e personale Ata e, pur riconoscendo lo sforzo sul finanziamento della sanità, ha considerato insufficienti i 146,3 miliardi previsti per il fondo sanitario a causa dell’inflazione. Ha richiamato infine il dato dei 5,4 milioni di persone in povertà assoluta e sollecita un rafforzamento dell’assegno di inclusione.

Sul rinnovo dei contratti e sulla rappresentanza la Cisl ha chiesto una verifica annuale dell’inflazione reale e adeguamenti salariali anche durante la vigenza contrattuale, mentre sulla scelta di non proclamare lo sciopero generale Fumarola ha precisato che «lo sciopero è l’ultima istanza, quando il confronto si chiude». Il sindacato intende presentare emendamenti alla manovra a tutti i gruppi parlamentari e proseguire gli appuntamenti dell’iniziativa «Il patto che unisce», previsti a Genova il 7 novembre, a Gioia Tauro il 28 e a Roma a metà dicembre, con la richiesta di un nuovo Patto sociale su salari, produttività, innovazione, formazione e crescita.

Tajani accoglie l’invito della Cisl

All’appello al confronto ha risposto il Segretario di Forza Italia Antonio Tajani, che in un post su X ha annunciato di aver concordato con Fumarola un incontro in settimana, al quale parteciperanno anche i Capigruppo alla Camera e al Senato, Enrico Costa e Stefania Craxi, per esaminare le proposte di emendamento della Cisl alla legge di bilancio. Tajani ha parlato della collaborazione già realizzata sulla partecipazione dei lavoratori alle imprese e ha confermato l’impegno di Forza Italia per inserire nella manovra una previdenza dedicata alle forze dell’ordine e alle forze armate, che tenga conto delle specificità del servizio svolto per la sicurezza.

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