Decine di migliaia di persone hanno invaso il centro di Delhi per chiedere le dimissioni del capo della Commissione elettorale indiana, Gyanesh Kumar. La grande manifestazione di Ramlila Maidan, promossa dall’alleanza di opposizione INDIA e guidata dal Congress di Rahul Gandhi, segna un nuovo capitolo dello scontro sulla controversa revisione delle liste degli aventi diritto al voto.
Al centro della protesta c’è la Special Intensive Revision, il programma con cui la Commissione elettorale sta aggiornando i registri eliminando i nomi di persone decedute o trasferite. Dalle bozze delle liste sono stati rimossi 130 milioni di nominativi. Per l’opposizione, tuttavia, tra i cancellati vi sarebbero anche milioni di elettori legittimi e l’operazione potrebbe favorire il Bharatiya Janata Party del premier Narendra Modi. Commissione e BJP respingono le accuse.
A rendere ancora più incandescente il confronto è stata un’inchiesta dell’Indian Express secondo cui Kumar avrebbe assunto decisioni fondamentali sulla revisione senza l’accordo degli altri due commissari elettorali, che avrebbero sollevato obiezioni in più di una dozzina di occasioni. La Commissione replica che divergenze interne sono normali e non compromettono il funzionamento dell’istituzione.
Alla vigilia della manifestazione, i leader dell’alleanza INDIA avevano inscenato persino un simbolico procedimento di destituzione di Kumar, accusandolo di indebolire il processo elettorale. Un’iniziativa senza valore giuridico ma dall’evidente peso politico. Gandhi parla apertamente di una battaglia contro la «demolizione della democrazia indiana» e sostiene che milioni di cittadini rischino di essere privati del diritto di voto.
Delhi è stata intanto blindata con migliaia di poliziotti e paramilitari. Le autorità hanno autorizzato il raduno imponendo limiti rigidi, compreso il divieto di cortei fuori dall’area assegnata. Dopo settimane di proteste e tensioni, lo scontro sulle liste elettorali è ormai diventato qualcosa di più di una disputa amministrativa: è una battaglia politica sulla credibilità stessa del sistema democratico indiano.





