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Legge di Bilancio 2027, Caritas: “Servono interventi strutturali, rischio di risorse disperse e nuove disuguaglianze”

sabato, 31 Ottobre 2026
3 minuti di lettura

Una manovra che rischia di disperdere le risorse in una serie di interventi temporanei, senza affrontare in modo strutturale le fragilità del Paese. È la preoccupazione espressa da Caritas Italiana in una nota apparsa sul proprio sito sulle misure annunciate per la Legge di Bilancio 2027, in attesa di un esame approfondito del testo e del confronto parlamentare, dal quale l’organizzazione auspica possano emergere correttivi capaci di rafforzare l’equità e l’efficacia degli interventi: «Il nostro Paese ha bisogno di scelte strutturali e di una programmazione di lungo periodo, soprattutto su questioni decisive come il lavoro, la transizione ecologica e la salute», afferma Don Marco Pagniello, Direttore di Caritas Italiana, secondo il quale dalle anticipazioni della manovra emerge il rischio di destinare i fondi a numerose misure frammentate, con effetti limitati e incapaci di raggiungere tutte le situazioni di fragilità.

Per Caritas, dunque, la questione non riguarda soltanto l’ammontare delle risorse disponibili, ma anche la capacità di utilizzarle attraverso una programmazione che tenga conto dei bisogni sociali e delle difficoltà di chi vive in condizioni di maggiore vulnerabilità.

Equità fiscale

Tra i punti sui quali Caritas richiama l’attenzione figura il sistema fiscale, con particolare riferimento all’eventuale estensione dei regimi di tassazione “piatti”, che secondo Don Pagniello potrebbe indebolire il principio di progressività previsto dalla Costituzione e determinare trattamenti differenti tra contribuenti che si trovano in condizioni economiche simili. Il Direttore evidenzia inoltre il rischio di una riduzione del contributo alle spese collettive, comprese quelle sostenute attraverso la fiscalità destinata ai servizi di Regioni e Comuni, e solleva interrogativi sull’ipotesi di ricavare ulteriori entrate pubbliche dall’ampliamento dell’offerta di gioco d’azzardo: «Nelle nostre Caritas vediamo quanto l’azzardo pesi sulle famiglie più fragili: finanziare la spesa pubblica in questo modo grava proprio su chi è più fragile e rappresenta, nei fatti, la più regressiva delle imposte», osserva don Pagniello, che individua in questa possibilità un ulteriore elemento di preoccupazione per le conseguenze sulle persone economicamente più esposte.

Giovani e anziani

Un altro tema centrale nelle osservazioni di Caritas riguarda il rapporto tra le generazioni, con l’invito a evitare misure che possano mettere in contrapposizione le esigenze dei giovani e quelle degli anziani, anziché affrontarle all’interno di una visione comune delle politiche sociali: «Abbiamo bisogno di un’alleanza tra giovani e anziani, non di misure che finiscano per contrapporne i bisogni», sottolinea Don Pagniello, che richiama l’attenzione sulle difficoltà delle nuove generazioni, sempre meno numerose e meno rappresentate, e sulla necessità di costruire interventi a partire dall’ascolto delle loro esigenze concrete.

Lavoro, casa e studio rappresentano, secondo Caritas, i principali ambiti sui quali concentrare le risposte destinate ai giovani, mentre per la popolazione anziana la priorità resta l’accesso effettivo alle cure, da garantire come un diritto e non attraverso misure limitate a contributi una tantum.

Sanità pubblica

È soprattutto sul diritto alla salute che Caritas esprime una delle preoccupazioni più marcate, alla luce delle difficoltà economiche che possono costringere le famiglie a rinunciare alle prestazioni sanitarie e delle risorse che, secondo le anticipazioni della manovra, risulterebbero inferiori a quelle richieste dalle stesse istituzioni: «Nelle nostre Caritas vediamo che, quando le risorse familiari si riducono, una delle prime rinunce riguarda proprio la possibilità di curarsi. La salute non può diventare un diritto soltanto di chi può permetterselo», afferma Don Pagniello, che ribadisce la necessità di preservare il carattere pubblico e universale del Servizio sanitario nazionale. Secondo il Direttore il quadro appare particolarmente delicato anche per la frammentazione che già caratterizza la programmazione sanitaria, alla quale rischierebbe di aggiungersi un’ulteriore dispersione degli investimenti qualora non venissero individuate poche priorità sulle quali concentrare le risorse.

Per Caritas, una delle principali direttrici di intervento dovrebbe riguardare il personale sanitario, indicato come punto di partenza per una distribuzione più efficace dei finanziamenti destinati al settore, senza moltiplicare le misure e ridurne l’impatto. La preoccupazione è che l’assenza di una programmazione sufficientemente concentrata possa rendere sempre più difficile l’accesso alle prestazioni pubbliche e favorire, nei fatti, un maggiore ricorso alla sanità privata, con conseguenze soprattutto per chi non dispone delle risorse economiche necessarie: «Il rischio, altrimenti, è che questa frammentazione finisca di fatto per spingere verso la sanità privata, rendendo sempre più difficile garantire a tutti l’accesso alle cure», avverte Don Pagniello.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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