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Risparmio, gli italiani temono le spese per la salute e la pensione. Mattarella: «Risorsa vitale per le famiglie»

Indagine Acri-Ipsos Doxa: il 45% guarda alle cure mediche, il 25% alla previdenza e un italiano su quattro non riuscirebbe ad affrontare un imprevisto da mille euro. Panetta: “L’economia tiene, ma lo shock energetico pesa sulle prospettive”
sabato, 31 Ottobre 2026
4 minuti di lettura

Gli italiani continuano a risparmiare, ma sempre più spesso lo fanno per paura di non avere abbastanza denaro quando arriverà il momento di affrontare una spesa medica, assistere un familiare o vivere con la pensione. Il 75% considera infatti il risparmio uno strumento per integrare il welfare pubblico: il 45% pensa soprattutto alle cure sanitarie, il 25% all’assistenza degli anziani e delle persone non autosufficienti e un altro 25% alla previdenza. È uno dei dati che emergono dalla 26esima indagine Acri-Ipsos Doxa, presentata ieri a Roma in occasione della 102ª Giornata Mondiale del Risparmio, celebrata il 30 ottobre 2026. Un appuntamento che ha visto gli interventi del Presidente di Acri Giovanni Azzone, del Presidente dell’Abi Antonio Patuelli, del Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta e del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, oltre al messaggio del Capo dello Stato Sergio Mattarella, che ha richiamato il valore costituzionale del risparmio e la necessità di proteggerlo in una fase segnata dall’inflazione e dalle tensioni internazionali: «Il risparmio è una risorsa vitale per le famiglie, per la società che se ne avvale per promuovere lo sviluppo», le parole centrali del Presidente della Repubblica destinate ad Azzone, nel quale ha richiamato l’articolo 47 della Costituzione e il compito delle istituzioni finanziarie di garantire la tutela delle risorse accumulate dai cittadini.

Per Mattarella proteggere il risparmio significa assicurare strumenti affidabili e una remunerazione capace di favorirne un impiego stabile, senza perdere di vista il ruolo delle banche e degli intermediari, ai quali è affidata una responsabilità che va oltre la gestione delle risorse finanziarie.

Il presidente della Repubblica ha parlato anche del contributo delle fondazioni di origine bancaria allo sviluppo del Paese e indica nell’integrazione europea una risposta alla finanza speculativa, soprattutto in un contesto nel quale i conflitti geopolitici, l’inflazione e la debole dinamica salariale mettono sotto pressione il tenore di vita delle famiglie.

«L’economia tiene, ma lo shock energetico pesa sulle prospettive»

Il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha riconosciuto una capacità di tenuta superiore alle aspettative, senza però nascondere i rischi che potrebbero manifestarsi nei prossimi mesi, a partire dai rincari energetici e dalle tensioni finanziarie internazionali: «L’economia europea sta mostrando, come quella italiana, una tenuta superiore alle attese. Le prospettive sono però offuscate dallo shock energetico, oltre che dai rischi geopolitici e dalle tensioni finanziarie; gli effetti dell’inflazione e dei maggiori costi di finanziamento potrebbero acuirsi nei prossimi mesi». Il Governatore considera essenziali la stabilità dei prezzi e una politica di bilancio prudente, ma ha spiegato che non sono sufficienti senza un’economia capace di crescere e produrre reddito. In Italia, ha tenuto a ricordare, il disavanzo pubblico è passato dal 9% del Pil nel 2020 a circa il 3%, mentre la prudenza dei conti ha contribuito ad attenuare gli effetti dell’aumento dei tassi globali.

Pensioni e sanità

La fotografia restituita dall’indagine ha mostrato quanto le preoccupazioni per il futuro incidano sulle scelte economiche quotidiane. Il 77% degli intervistati considera il risparmio una tutela personale, mentre tra chi lavora il 66% teme di non avere risorse sufficienti dopo il pensionamento: il 43% è preoccupato per l’importo della futura pensione e il 33% per la difficoltà di accantonare oggi denaro. A pesare sono anche i cambiamenti demografici, dall’invecchiamento della popolazione alla riduzione delle nascite, che rendono sempre più importante il rapporto tra risparmio privato e protezione sociale.

La famiglia conserva un ruolo di sostegno: il 53% degli italiani dichiara di ricevere o offrire aiuto economico all’interno della propria cerchia familiare, mentre per chi vive solo o in coppia senza figli aumentano le preoccupazioni legate alla pensione e all’assistenza.

Il 44% riesce a risparmiare

Qualche segnale positivo è emerso dalla capacità di accantonamento, perché la quota di italiani che riesce a risparmiare una parte del reddito sale dal 41% del 2025 al 44% del 2026, anche se resta inferiore al 48% registrato nel 2023. Il 37%, invece, consuma interamente quanto guadagna e il 18% si trova con uscite superiori alle entrate. Le difficoltà diventano più evidenti davanti alle spese impreviste: il 24% non riuscirebbe ad affrontare con risorse proprie un esborso di mille euro, mentre la percentuale raggiunge il 64% se la cifra salisse a 10mila euro.

Anche nella gestione del denaro prevale la prudenza, con il 63% degli italiani che preferisce mantenere liquidi i propri risparmi, il 26% che ne investe una piccola parte e appena l’8% che sceglie di investirne la maggioranza.

Giovani più fiduciosi sul futuro personale

L’incertezza economica non pesa allo stesso modo su tutte le generazioni. I giovani tra i 18 e i 29 anni hanno mostrato le aspettative più favorevoli per la propria situazione finanziaria nei prossimi tre anni, con un saldo positivo di 55 punti percentuali tra chi prevede un miglioramento e chi teme un peggioramento, contro un saldo negativo di 12 punti tra gli over 65. L’ottimismo personale, però, non si è esteso alle prospettive dell’economia nazionale, sulle quali anche le nuove generazioni hanno espresso valutazioni critiche.

Intanto la fiducia nell’Unione europea è risalita dal 38% al 42%, mentre la soddisfazione per l’euro è scesa al 31%, pur raggiungendo il 47% tra i giovani della Generazione Z.

«I giovani hanno meno possibilità di accumulare risparmi»

Proprio sulle nuove generazioni si è concentrato un altro passaggio dell’intervento di Panetta, che ha parlato del problema della riduzione del risparmio delle famiglie e delle difficoltà incontrate da chi dovrebbe costruire oggi la propria sicurezza economica futura: «Il flusso di risparmio delle famiglie si è ridotto nel tempo, e chi più avrebbe bisogno di accumulare – i giovani – ha meno possibilità di farlo», ha detto il Governatore, per il quale la previdenza complementare sarà sempre più importante in una società che invecchia.

Panetta guarda con interesse agli strumenti di risparmio accessibili fin dalla nascita, purché semplici e poco costosi, ma ha ricordato che la risposta fondamentale resta una crescita capace di assicurare percorsi lavorativi stabili e redditi adeguati: «Senza continuità contributiva, nessuno strumento previdenziale può essere pienamente efficace».

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