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YAIR GOLAN POLITICO ISRAELIANO DEMOCRATICI

Israele, Golan apre ai partiti arabi per formare un governo: “Non esistono cittadini di serie B”

venerdì, 30 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

Il leader del partito israeliano I Democratici, Yair Golan, torna a chiedere alle forze di opposizione di aprire un confronto con i partiti arabi per tentare di costruire una coalizione di governo dopo le elezioni di martedì 27 ottobre. Al centro del suo appello ci sono i 19 seggi conquistati complessivamente da Ra’am e dalla Lista araba congiunta, una rappresentanza parlamentare che, secondo Golan, non può essere esclusa dalle trattative per ragioni legate all’origine dei suoi elettori: «In un Israele democratico non esistono cittadini di serie B», scrive il leader dei Democratici in un editoriale pubblicato sul quotidiano Haaretz, nel quale contesta la scelta degli altri esponenti dell’opposizione di escludere una collaborazione con le formazioni arabe e richiama il principio dell’uguaglianza del voto.

Il ragionamento di Golan parte dalla rappresentanza democratica e dal diritto di ogni cittadino israeliano a vedere riconosciuto il peso del proprio voto, indipendentemente dall’appartenenza etnica o religiosa: «Un voto espresso martedì da un cittadino arabo a Sakhnin o Rahat vale esattamente quanto quello di un cittadino ebreo a Tel Aviv o Sderot», sostiene il leader dei Democratici, che considera i parlamentari eletti dalle formazioni arabe parte integrante del sistema politico israeliano. «Ogni membro della Knesset eletto attraverso elezioni democratiche e legittime è una parte a pieno titolo del nostro sistema politico», aggiunge Golan, secondo il quale non è possibile rivendicare il rispetto delle istituzioni democratiche e, allo stesso tempo, negare rappresentanza politica a una parte degli elettori: «Chiunque creda nella democrazia non può difenderla al mattino per poi, la sera, invalidare le voci di centinaia di migliaia di cittadini a causa delle loro origini o dei loro nomi», scrive nell’editoriale.

Opposizione divisa sull’alleanza con Ra’am e Lista araba congiunta

La posizione di Golan lo distingue dagli altri leader dei partiti dell’opposizione a guida ebraica. Il presidente dei Democratici, formazione che ha ottenuto otto seggi alle elezioni, è infatti l’unico ad aver espresso pubblicamente la disponibilità a collaborare con Ra’am e con la Lista araba congiunta. Una possibilità che gli altri tre principali esponenti del blocco contrario a Benjamin Netanyahu hanno invece escluso durante la campagna elettorale.

Gadi Eisenkot, leader di Yashar, Naftali Bennett, alla guida di Together, e Avigdor Liberman, presidente di Yisrael Beytenu, hanno dichiarato di non voler costruire un’alleanza di governo con le formazioni arabe.

La divergenza riguarda quindi una delle questioni centrali per le prospettive dell’opposizione dopo il voto del 27 ottobre: la possibilità di coinvolgere i 19 parlamentari arabi nella costruzione di una maggioranza.

“Negoziati duri e pragmatici, senza rinunciare ai principi di sicurezza”

Golan riconosce che una collaborazione politica con le formazioni arabe potrebbe presentare difficoltà e richiedere un confronto approfondito sulle rispettive posizioni, ma ritiene che le divergenze non debbano tradursi in un’esclusione preventiva: «Presenteremo le nostre richieste, resteremo fermi sui nostri principi di sicurezza e nazionali e condurremo negoziati duri e pragmatici, esattamente come faremmo con qualsiasi altra fazione parlamentare», afferma. Per il leader dei Democratici, dunque, l’apertura al dialogo non comporterebbe una rinuncia alle posizioni politiche del proprio partito, ma consentirebbe di verificare le condizioni per un eventuale accordo attraverso un confronto tra forze rappresentate nella Knesset: «Ma non escluderemo le persone, né accetteremo le regole del gioco dettate dalla macchina del veleno per mantenere la propria presa sul potere», conclude Golan nel suo intervento su Haaretz.

  • Incontri con Eisenkot, Lapid e il leader di Ra’am Mansour Abbas.
Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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