Rafforzare i rapporti con l’Italia e consolidare il turismo come leva di diversificazione economica. Sono queste le direttrici che emergono dalla prima visita ufficiale nel nostro Paese di Sayyid Ibrahim bin Said Al Busaidi, ministro del Patrimonio culturale e del Turismo del Sultanato dell’Oman, conclusasi il 9 ottobre scorso dopo una serie di incontri istituzionali tra Firenze e Roma. La missione ha confermato la volontà di sviluppare una collaborazione, che interessa non soltanto i flussi turistici, ma anche la ricerca, la tutela del patrimonio culturale e la promozione di progetti condivisi.
A Firenze, il confronto si è concentrato sulla cooperazione archeologica e scientifica. Sono dodici le missioni universitarie italiane attualmente attive in Oman, impegnate in attività di scavo, recupero e ricerca di siti storici. Un contributo che rappresenta una delle basi più concrete della relazione tra i due Paesi, attraverso competenze scientifiche e interventi per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio omanita.
A Roma Al Busaidi ha incontrato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi. Al centro dei colloqui lo scambio di esperienze e strategie per rafforzare le sinergie operative e sviluppare progetti congiunti. La visita si inserisce così in un percorso di consolidamento dei rapporti istituzionali, in una fase in cui il Sultanato sta investendo per aumentare il peso del turismo nella propria economia e ampliare la propria presenza sui mercati internazionali.
La Vision 2040 e la diversificazione dell’economia

I dati relativi al mercato italiano aiutano a comprendere l’interesse di Muscat per il nostro Paese. Nel 2010 i viaggiatori italiani diretti in Oman erano circa 7 mila, nel 2025 hanno superato quota 80 mila. L’Italia è diventata il terzo mercato europeo per arrivi nel Sultanato, che lo scorso anno ha accolto complessivamente oltre 2,8 milioni di visitatori internazionali, circa 500 mila dei quali provenienti dall’Europa.
La crescita dei flussi si inserisce in una strategia di più ampio respiro. Con la Vision 2040 l’Oman punta a diversificare le proprie attività economiche e a ridurre la dipendenza dai settori tradizionali, attribuendo al turismo un ruolo sempre più rilevante. Il contributo del comparto al prodotto interno lordo, attualmente pari al 2,9%, dovrebbe superare il 3,5% entro il 2030 e oltrepassare il 5% entro il 2040. Tra gli obiettivi dichiarati figurano anche la creazione di occupazione qualificata per la popolazione locale e la tutela dell’identità culturale e dell’ambiente. «L’Italia rappresenta uno dei Paesi di riferimento più importanti per il Sultanato», ha dichiarato Al Busaidi, richiamando i risultati ottenuti in quindici anni di promozione e il ruolo delle relazioni costruite con gli operatori del settore. Il ministro ha confermato la centralità del mercato italiano anche per la fase successiva di sviluppo, pur riconoscendo che l’andamento dei flussi nel 2026 potrebbe risentire delle oscillazioni legate alla situazione nell’area del Golfo.

La strategia omanita non si limita, dunque, alla promozione della destinazione. Per sostenere l’aumento della domanda sono stati avviati interventi sulle infrastrutture e sulla capacità ricettiva. Sono, infatti, previsti 28 nuovi progetti alberghieri, per un totale di oltre 4.800 camere e nuovi aeroporti regionali in aree considerate strategiche, tra cui Jabal Akhdar, l’isola di Masirah e Sohar. Si tratta di investimenti che mirano a distribuire i flussi anche al di fuori della capitale e a rendere accessibili territori finora meno frequentati. In parallelo il Paese lavora alla riqualificazione di aree urbane e costiere, al miglioramento dei servizi e alla definizione di standard comuni per il settore, con iniziative regionali come una licenza unica per le guide turistiche e un sistema standardizzato di classificazione alberghiera.
Dalla capitale alle regioni, gli investimenti cambiano l’offerta turistica
Muscat è il principale laboratorio di questa trasformazione. Il progetto di riqualificazione di Port Sultan Qaboos comprende il rinnovamento del waterfront di Muttrah e la realizzazione di una funivia panoramica, attesa entro la fine del 2026. Sono, inoltre, previsti l’ampliamento del complesso di Al Bustan e lo sviluppo della destinazione di Yiti.



Tra le iniziative di valorizzazione del patrimonio naturale rientra anche il Botanic Garden, a circa 35 chilometri dalla capitale. Con una superficie di 420 ettari sarà il più grande giardino botanico della Penisola Arabica e uno dei maggiori al mondo, dedicato alle specie native e alla biodiversità del Sultanato. Il progetto si affianca agli interventi rivolti ai siti storici e ai percorsi culturali, con l’obiettivo di diversificare l’offerta e prolungare la permanenza dei visitatori.
Un’attenzione particolare è riservata alle regioni. Jabal Akhdar, la «montagna verde», conta 95 strutture ricettive e oltre 1.060 camere, mentre gli arrivi internazionali nell’area sono cresciuti del 9% rispetto al 2024. La nomina a Capitale del Turismo del Consiglio di cooperazione del Golfo per il 2027 rappresenta un’occasione per rafforzarne la visibilità. Sono in sviluppo nuove proposte legate al turismo naturalistico e al benessere, tra cui il resort Santani Jebel Shams, previsto nel 2027.

Anche il Dhofar, nel sud del Paese, e la città di Salalah sono al centro di un programma di espansione che punta a coniugare nuove strutture ricettive ed ecoturismo. Per il 2027 è previsto il debutto di Rixos Salalah Oman, primo hotel del marchio nel Sultanato, mentre nel luglio 2026 è stato inaugurato lo Shaat Glass Viewpoint, un punto panoramico destinato a valorizzare il paesaggio costiero. La strategia è sostenuta anche dalla crescente attenzione internazionale. Nella guida «Best in Travel 2027» Lonely Planet ha collocato l’Oman al primo posto nella categoria «Places» per l’area Africa e Medio Oriente. Un riconoscimento che premia una proposta fondata sulla varietà dei paesaggi, sulle tradizioni e su esperienze di viaggio lontane dai circuiti del turismo di massa.
Nuovi collegamenti aerei
Un elemento decisivo per i rapporti con l’Italia è la disponibilità di collegamenti diretti. Dal 10 novembre Oman Air confermerà cinque voli settimanali da Milano Malpensa e quattro da Roma Fiumicino verso Muscat. Prosegue, inoltre, l’accordo di codeshare con ITA Airways, che permette di raggiungere il Sultanato da altre quattordici città italiane con un solo scalo a Roma e un unico biglietto, con il bagaglio registrato fino alla destinazione finale.
La roadmap dei prossimi eventi internazionali
Il calendario internazionale completa la strategia di promozione. Il 5 dicembre 2026 Muscat ospiterà per la prima volta un Ironman, la competizione di triathlon più lunga e impegnativa del mondo, sulla distanza completa; dall’11 al 13 dicembre si svolgerà la Himam Trail Run Race tra le montagne dell’Hajar. A gennaio 2027 sono in programma l’Oman Desert Marathon, dal 9 al 13, e la Muscat Marathon, il 29 e 30 gennaio. Dal 6 all’11 febbraio tornerà il Tour of Oman, mentre il 6 febbraio è previsto anche l’Ironman 70.3, mentre la Royal Opera House di Muscat, che celebra il quindicesimo anniversario, propone una stagione culturale con appuntamenti musicali e spettacoli internazionali.
La visita di Al Busaidi offre, quindi, l’occasione per fare il punto su una relazione che poggia già su basi concrete, dalla cooperazione universitaria ai collegamenti aerei, e che può trovare nuovi sviluppi nella crescita del turismo e negli investimenti infrastrutturali. Per l’Italia, la sfida è trasformare il rapporto consolidato con il Sultanato in nuove opportunità per le competenze culturali, gli operatori turistici e le imprese interessate ai processi di sviluppo omaniti.





