La ripresa dei negoziati trilaterali previsti a novembre tra Russia, Ucraina e Stati Uniti non comporterà alcun rallentamento delle operazioni militari. Lo ha sottolineato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, precisando che le forze russe continuano a colpire il complesso militare-industriale ucraino e che Kiev porta avanti azioni analoghe.
Zelensky vuole altri 90 giorni di legge marziale
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha presentato alla Verkhovna Rada, il Parlamento di Kiev, i disegni di legge per prorogare di altri 90 giorni la legge marziale e la mobilitazione generale, fino al 28 gennaio 2027. Lo riferisce RBC-Ucraina. I testi sono stati trasmessi alle commissioni competenti. Se approvati, si tratterebbe della ventunesima proroga dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala, nel febbraio 2022.
Kiev: neutralizzati 112 droni e tre missili russi
Le difese aeree ucraine affermano di aver neutralizzato 112 droni e tre missili guidati aviolanciati Kh-59/69 durante un attacco russo nella notte. Lo riferisce Ukrinform, citando l’Aeronautica militare ucraina. Secondo Kiev, Mosca ha impiegato anche un missile Kh-31P, mentre i Kh-59/69 sarebbero stati lanciati da aree temporaneamente occupate nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson.
Attacco ucraino su Voronezh: due morti e 17 feriti
Due persone sono morte e altre 17 sono rimaste ferite in un attacco con droni condotto dalle forze ucraine su Voronezh, in Russia. Lo ha dichiarato su Telegram il governatore regionale Alexander Gusev, secondo cui oltre 70 droni sarebbero stati abbattuti nei cieli della città.
Attacco ucraino con 2 morti e 17 feriti
Ha causato due morti e 17 feriti l’attacco a Voronezh sferrato stamane con i droni dalle forze ucraine. Lo ha dichiarato su Telegram il governatore della regione russa di confine, Alexander Gusev, secondo il quale Kiev oltre 70 droni sono stati abbattuti nei cieli del capoluogo.
Orbán candidato alla guida dell’Onu?
L’amministrazione del presidente americano Donald Trump starebbe valutando, con il sostegno di Mosca e Pechino, la candidatura dell’ex premier ungherese Viktor Orbán a segretario generale delle Nazioni Unite. Lo riporta il Wall Street Journal, citando un funzionario del Dipartimento di Stato secondo cui alcuni diplomatici americani ritengono che Russia e Cina siano favorevoli all’ipotesi. Il progetto punterebbe quindi su un candidato condiviso dalle tre potenze. Secondo altre fonti citate dal quotidiano, quando Washington, Mosca e Pechino concordano su un obiettivo in seno al Consiglio di sicurezza, hanno generalmente la possibilità di raggiungerlo.





