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Movimento 17 ottobre, oggi la richiesta di convalida del fermo di Siher. Meloni: “L’Esercito è una garanzia” 

Il ricercatore è accusato di istigazione a delinquere aggravata dalle finalità terroristiche. Indagata anche la moglie. Dopo le tensioni nelle piazze l’appello di Gualtieri e altri otto Sindaci al Governo: “Solidarietà agli agenti e ai commercianti, ma servono misure economiche”
lunedì, 26 Ottobre 2026
3 minuti di lettura

Giorgia Meloni ha difeso senza se e senza ma il rafforzamento della presenza dell’Esercito nelle città e ha replicato alle critiche della Sinistra sulla presunta militarizzazione del territorio, all’indomani di una giornata di cortei, quella di sabato, segnata da scontri in diverse piazze italiane e da un bilancio di 36 feriti tra poliziotti, carabinieri e finanzieri: «Dopo il rafforzamento della presenza dell’Esercito nelle nostre città, qualcuno a Sinistra ha gridato alla militarizzazione», ha scritto il Premier su Instagram, con una stoccata a chi, a suo giudizio, mostra maggiore preoccupazione per i militari chiamati a garantire la sicurezza rispetto ai violenti che trasformano le manifestazioni in occasioni di scontro. Il Presidente del Consiglio ha rivolto poi un ringraziamento al personale dell’operazione «Strade sicure», la cui presenza, ha aggiunto, rappresenta «una garanzia per gli italiani».

Salvini rivendica i risultati

Sulla stessa linea Matteo Salvini che ha attribuito al potenziamento del presidio militare parte dei risultati ottenuti nella gestione dell’ordine pubblico durante il fine settimana. A margine del congresso straordinario della Lega, che lo ha riconfermato Segretario federale con 465 voti, il Vicepremier ha osservato come le tensioni siano state inferiori rispetto alle settimane precedenti e auspica un impiego ancora più ampio dell’Esercito, richiamando le risorse di personale disponibili nelle caserme e nelle missioni all’estero.

Il bilancio resta comunque pesante: 36 appartenenti alle forze dell’ordine hanno riportato ferite negli scontri scoppiati durante i cortei. Il Sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco ha ringraziato gli agenti per la professionalità dimostrata e ha difeso le nuove disposizioni sulla sicurezza, considerate dal Governo uno strumento per contrastare chi approfitta delle mobilitazioni per provocare disordini e danneggiare i centri urbani. Per Prisco la libertà di manifestare non può trasformarsi in una minaccia per l’incolumità dei cittadini.

Milano, fermato il presunto ideatore del Movimento 17 ottobre

Intanto, sul fronte delle indagini, la Procura di Milano ha disposto il fermo di Youssef Siher, ricercatore trentenne ritenuto dagli investigatori il fondatore del «Movimento 17 ottobre» e l’amministratore della chat Telegram e della pagina Instagram riconducibili alla sigla, alla quale viene attribuito un ruolo nell’organizzazione delle proteste della scorsa settimana. La sezione distrettuale antiterrorismo gli contesta l’istigazione a delinquere aggravata dalle finalità terroristiche e il nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Il Pubblico ministero Francesca Crupi presenterà oggi la richiesta di convalida del fermo, sulla quale dovrà pronunciarsi il giudice per le indagini preliminari dopo l’esame degli atti. Nell’inchiesta figura anche la moglie del ricercatore, 32 anni, di origini libanesi e residente a Como, indagata per istigazione a delinquere in concorso con il marito. Gli accertamenti riguardano il ruolo della coppia nella gestione dei canali social del movimento e i possibili collegamenti con le iniziative di piazza. Le responsabilità degli indagati restano da accertare.

Attenzione all’estremismo

Il caso ha, ovviamente, alimentato le reazioni politiche. Deborah Bergamini, Vicesegretaria nazionale di Forza Italia e responsabile Esteri, ha richiamato l’attenzione sul profilo di Siher, persona con un elevato livello di istruzione, esperienze in centri studi e collaborazioni giornalistiche, e cita ricostruzioni di stampa dalle quali emergerebbero presunti rapporti con ambienti attivi nella propaganda fil Hamas in Europa. Circostanze non accertate sul piano giudiziario, che secondo Bergamini impongono una riflessione sul rischio di convergenza tra islamismo radicale e gruppi propensi alla violenza di piazza, oltre che sulla capacità dell’estremismo di trovare spazio in contesti culturali apparentemente integrati. Dalle file azzurre è intervenuto anche Alberto Cirio, Presidente del Piemonte e Vicesegretaria nazionale di Forza Italia, che ai Tg Rai ha parlato delle conseguenze economiche delle devastazioni e ha chiesto che i responsabili risarciscano i danni, con un riferimento anche alle famiglie nei casi che coinvolgono minorenni: «Chi rompe, paga», insomma.

Le opposizioni

Sul fronte opposto Davide Faraone, Vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista, ha riconosciuto che gli ultimi disordini siano rimasti nel complesso sotto controllo, ma proprio per questo pretende spiegazioni su quanto accaduto a Milano il 17 ottobre, quando, a suo giudizio, il dispositivo di sicurezza non avrebbe funzionato nonostante i segnali di allarme. «Quali informazioni mancavano? Quali segnali sono stati sottovalutati? Chi ha sbagliato? E soprattutto, chi ne risponde?», ha chiesto su X per poi accusare il Governo di preferire un nuovo decreto sicurezza a una ricostruzione delle responsabilità. Una lettura diversa delle manifestazioni è arrivata da Nicola Fratoianni, di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha rivendicato la partecipazione di migliaia di persone e giovani alle proteste contro il carovita e le difficoltà sociali, nonostante quello che definisce un clima di intimidazione alimentato dalle iniziative dell’esecutivo: «Nessuno può mettere il bavaglio al disagio», ha scritto su Facebook, con un richiamo alla necessità di salari più alti, abitazioni accessibili e maggiori investimenti in scuola, università e sanità pubblica anziché negli armamenti.

I Sindaci: violenze inaccettabili, ma le famiglie sono sotto pressione

«Le violenze sono inaccettabili», ma il crescente disagio sociale non può essere ignorato. È il messaggio lanciato ieri da nove Sindaci di centrosinistra, tra cui Roberto Gualtieri, Beppe Sala e Gaetano Manfredi, che hanno chiesto un confronto urgente con il Governo. Al centro dell’appello il caro vita, gli affitti, l’energia e i trasporti, costi sempre più difficili da sostenere per famiglie, lavoratori e imprese. I primi cittadini hanno condannato fermamente gli scontri, esprimendo solidarietà alle forze dell’ordine e ai commercianti danneggiati, ma hanno sottolineato che una risposta duratura al malessere sociale deve passare dal sostegno al potere d’acquisto, al lavoro e ai servizi essenziali. Da qui la richiesta di un incontro con il Presidente del Consiglio durante la definizione della legge di bilancio.

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