Il Congresso federale della Lega ha approvato la mozione politica per il Mezzogiorno, un documento che punta a riconoscere il ruolo centrale delle regioni meridionali nel progetto nazionale del partito. A darne notizia sono Gianpiero Zinzi, Deputato e coordinatore regionale della Lega in Campania, Roberto Marti, Senatore e coordinatore della Lega in Puglia, e Luca Sammartino, Vicepresidente della Regione Siciliana, primi tre firmatari della mozione. L’iniziativa nasce da un percorso condiviso che ha coinvolto parlamentari, sindaci, amministratori locali, rappresentanti del mondo produttivo e della società civile, con l’obiettivo di rafforzare il contributo del Sud alle scelte politiche nazionali della Lega.
Al centro della mozione c’è una visione del federalismo fondata sul principio dell’“unità nella diversità”, attraverso il riconoscimento e la valorizzazione delle specificità territoriali. L’impostazione proposta dai firmatari punta a rafforzare il ruolo del Mezzogiorno senza alimentare contrapposizioni tra Nord e Sud, inserendo lo sviluppo delle regioni meridionali in una strategia politica ed economica di carattere nazionale.
ZES unica, infrastrutture e sostegno alle imprese
Tra le priorità indicate nel documento figurano la ZES unica, il potenziamento delle infrastrutture, il sostegno alle imprese e al lavoro e la valorizzazione del ruolo produttivo, logistico ed energetico del Mezzogiorno. L’obiettivo dichiarato è trasformare gli investimenti in opportunità di crescita stabile e duratura, creando condizioni di sviluppo capaci di proseguire anche oltre l’orizzonte del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). La mozione richiama inoltre la necessità di coniugare le politiche di sviluppo economico con i temi della sicurezza, della legalità e del governo dell’immigrazione.
Le adesioni della classe dirigente meridionale
Il documento ha raccolto le sottoscrizioni di parlamentari, dirigenti del partito, sindaci e amministratori locali della Lega delle regioni meridionali. Secondo i tre primi firmatari, le numerose adesioni testimoniano la volontà della classe dirigente del Sud di partecipare attivamente alla definizione delle scelte nazionali del partito: “L’approvazione al Congresso federale della Lega della mozione per il Mezzogiorno riconosce il ruolo centrale del Sud nel progetto nazionale del partito”, dichiarano congiuntamente Zinzi, Marti e Sammartino.
L’approvazione della mozione viene indicata dai promotori anche come un passaggio importante per il futuro politico della Lega: “Dal Mezzogiorno può arrivare una spinta decisiva al rilancio del partito, senza contrapposizioni tra Nord e Sud”, sottolineano i tre esponenti leghisti, richiamando il progetto nazionale avviato da Matteo Salvini e portato avanti, secondo i firmatari, con il contributo determinante di Claudio Durigon. La prospettiva è quella di rafforzare il radicamento della Lega nelle regioni meridionali e consolidare il loro coinvolgimento nell’elaborazione delle politiche nazionali.
La sfida delle iniziative concrete
Dopo l’approvazione congressuale, l’attenzione si sposta sull’attuazione degli indirizzi contenuti nella mozione: “Ora la sfida è tradurre questi indirizzi in iniziative concrete, rafforzando il radicamento della Lega e il contributo del Mezzogiorno alla crescita dell’Italia”, affermano Zinzi, Marti e Sammartino.





