Da capo della polizia a senatore, ora ricercato con una taglia da 50 milioni di pesos sulla testa. Le autorità delle Filippine hanno intensificato la caccia a Ronald dela Rosa, 64 anni, destinatario di un mandato di arresto della Corte penale internazionale per presunti crimini contro l’umanità commessi durante la sanguinosa guerra alla droga dell’ex presidente Rodrigo Duterte. La ricompensa equivale a circa 787 mila dollari.
Secondo la Corte dell’Aia, dela Rosa sarebbe stato un «co-cospiratore indiretto» di Duterte. Il mandato, emesso inizialmente in forma riservata nel novembre 2025 e successivamente reso pubblico, riguarda l’omicidio di almeno 32 persone tra luglio 2016 e aprile 2018. L’ex capo della polizia e l’ex presidente hanno sempre negato di avere autorizzato esecuzioni extragiudiziali. Dela Rosa fu scelto da Duterte come primo capo della polizia nazionale della sua presidenza e divenne uno degli uomini simbolo della repressione antidroga avviata nel 2016.
Terminata la carriera nella polizia, ricoprì un incarico ai vertici dell’amministrazione penitenziaria e nel 2019 fu eletto al Senato. Le stime sulle vittime della campagna antidroga oscillano fra le oltre 6 mila indicate dalla polizia e le 30 mila denunciate dalle organizzazioni per i diritti umani.
A mettere la taglia è stato il ministro dell’Interno Jonvic Remulla, secondo cui il senatore si troverebbe nel sud del Paese. Le autorità stanno cercando di negoziarne la resa per evitare uno scontro e hanno costituito una task force di polizia incaricata di catturarlo. Remulla lo ha definito “armato e pericoloso” e ha accusato il senatore di essersi nascosto nonostante le garanzie accordategli. Il caso si intreccia direttamente con quello di Rodrigo Duterte, arrestato nel marzo 2025 a Manila su mandato della Corte penale internazionale e trasferito nei Paesi Bassi. Il suo processo all’Aia dovrebbe iniziare il 30 novembre. Se dela Rosa verrà catturato, le autorità filippine hanno dichiarato che sarà consegnato alla Corte.





