Un incendio ha avvolto il Nido dell’Aquila di Adolf Hitler, il lussuoso edificio situato sulle Alpi Bavaresi che il dittatore nazista utilizzava come luogo di villeggiatura insieme all’amante Eva Braun e agli alti gerarchi del regime. Le fiamme hanno interessato l’intera struttura e, secondo quanto emerso, potrebbero essere state appiccate per vendetta nei confronti degli orrori compiuti dal nazismo. In relazione all’accaduto è stata fermata una persona.
Il Comando di Polizia dell’Alta Baviera Meridionale ha riferito che, al momento dell’incendio, all’interno dell’edificio non si trovava nessuno.
La storia del Nido dell’Aquila
La Kehlsteinhaus, completata nel 1938, era stata realizzata per essere utilizzata esclusivamente da Adolf Hitler e dagli alti ufficiali nazisti, più volte immortalati all’interno della struttura nei cinegiornali dell’epoca. Situato sulla sommità dell’Obersalzberg, l’edificio era raggiungibile attraverso un particolare ascensore dorato, incastonato nella roccia, che consentiva di superare gli ultimi 125 metri di dislivello senza percorrere la Kehlsteinstraße, la strada oggi riservata esclusivamente agli autobus.
Il complesso non subì danni durante gli attacchi alleati e, dopo il sequestro avvenuto nel dopoguerra, dal 1952 ospita un rifugio e un ristorante.
La terrazza e la mostra sulla storia dell’edificio
Tra gli ambienti più rappresentativi del Nido dell’Aquila figura la terrazza sulla quale Hitler ed Eva Braun erano soliti prendere il sole e ricevere ospiti ed esponenti del regime nazista. Proprio sulla terrazza è stata allestita una mostra dedicata alla storia della Kehlsteinhaus, che ripercorre il passato dell’edificio e il suo utilizzo durante il periodo nazista.





