“Manterremo il concetto di price cap fino a fine anno” conferma un portavoce di Eni. Attualmente il tetto è fissato a 2,25 euro al litro per il gasolio e a 1,99 euro per la benzina, come annunciato a inizio ottobre. L’azienda precisa che il livello sarà valutato nel corso del periodo, monitorando le dinamiche di mercato, l’andamento dei prezzi e le forniture effettivamente disponibili in relazione alla propria struttura logistica.
E il Codacons accoglie favorevolmente la decisione, chiedendo però a Eni di non ritoccare al rialzo i limiti attuali. Secondo l’Associazione le elevate quotazioni del petrolio e il protrarsi della crisi in Medio Oriente continuano a ostacolare la discesa dei prezzi alla pompa. Il Codacons auspica inoltre che anche le altre compagnie petrolifere che hanno introdotto sconti e price cap proroghino le proprie iniziative fino a fine anno.
Le reazioni dell’Unione nazionale consumatori
Più critica la posizione dell’Unione nazionale consumatori. Il presidente Massimiliano Dona giudica positivamente la proroga, ma avverte che non deve diventare un alibi per il Governo per rinunciare agli impegni assunti il 16 settembre sul meccanismo delle accise mobili. Dona sottolinea inoltre che il beneficio del tetto sul gasolio si è notevolmente ridotto: rispetto ai prezzi medi attuali, il limite di 2,25 euro comporta uno sconto di appena 5 centesimi al litro in autostrada e un centesimo sulla rete ordinaria. Riduzioni nettamente inferiori a quelle registrate a settembre, quando il tetto di 2,19 euro garantiva risparmi rispettivamente di 23,1 e 14,8 centesimi. Per l’associazione, dunque, gli effetti concreti sui portafogli degli automobilisti saranno questa volta minimi.





