Il futuro del Sistema solare potrebbe essere molto meno tranquillo di quanto immaginato. Quando il Sole arriverà alla fase finale della propria evoluzione, la perdita di materia potrebbe infatti trasformare l’attuale equilibrio dei pianeti esterni in un sistema caotico, con orbite che si incrociano, giganti gassosi dispersi nello spazio e persino pianeti capaci di scambiarsi posizione.
È lo scenario delineato da un nuovo studio pubblicato su The Astrophysical Journal Letters da Konstantin Batygin, Jim Fuller e Fred C. Adams. Finora le previsioni sulla vecchiaia del nostro sistema planetario si basavano soprattutto sull’ipotesi che il Sole avrebbe perso massa in modo graduale. In queste condizioni, nonostante la trasformazione della nostra stella, l’architettura formata da Giove, Saturno, Urano e Nettuno avrebbe potuto conservarsi per tempi immensi.
Il nuovo lavoro introduce però un elemento decisivo: la possibilità che l’espulsione degli strati solari avvenga in maniera asimmetrica e attraverso episodi distinti, capaci di imprimere alla stella piccoli contraccolpi e perturbare progressivamente le orbite planetarie. Le simulazioni mostrano conseguenze sorprendenti.
In circa il 40% degli scenari considerati nello studio si verificano instabilità o forti dispersioni orbitali già prima che il Sole completi la trasformazione in nana bianca; circa il 90% dei sistemi simulati diventa invece instabile entro tre miliardi di anni dalla formazione della nana bianca. Le orbite possono arrivare a incrociarsi e alcuni pianeti possono essere espulsi dal Sistema solare. Non si tratta naturalmente di una previsione certa, ma di possibili evoluzioni ottenute attraverso modelli numerici.
Lo studio si concentra soprattutto sulla stabilità del Sistema solare esterno durante la morte della nostra stella. La scoperta modifica così l’immagine di un Sistema solare destinato semplicemente a spegnersi lentamente. Dopo miliardi di anni di apparente ordine, l’ultimo capitolo della nostra casa cosmica potrebbe essere dominato non dalla quiete, ma da una spettacolare e imprevedibile instabilità gravitazionale.





