I lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano hanno occupato l’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova, dando vita a una nuova mobilitazione contro l’ampliamento della cassa integrazione che interessa l’intero gruppo e che, per il sito genovese, potrebbe coinvolgere fino a 870 lavoratori su un totale di 917. A proclamare l’occupazione è stato Armando Palombo, delegato della Fiom, che ha annunciato la volontà di proseguire la protesta fino all’arrivo di risposte da parte dell’esecutivo. «Dichiariamo l’aeroporto ufficialmente occupato finché il Governo, che ha messo i commissari, non darà una risposta molto chiara», ha affermato il sindacalista.
Al centro della protesta c’è la lettera che dispone l’estensione della cassa integrazione, un provvedimento che ha innescato la reazione dei lavoratori dello stabilimento di Cornigliano.
Contraddizione
Durante l’assemblea Palombo ha ricostruito quanto accaduto nei giorni precedenti, contestando l’operato dei tre commissari governativi e sottolineando la contraddizione tra le comunicazioni inviate a distanza di appena 48 ore: «Mercoledì i tre commissari governativi hanno firmato a livello ministeriale e hanno inviato al prefetto una lettera che diceva che andava avanti l’attività produttiva», ha ricordato il delegato Fiom. Una comunicazione alla quale, secondo quanto denunciato dal sindacalista, ne sarebbe seguita un’altra di segno diverso appena due giorni dopo: «Venerdì, 48 ore dopo, come dei topi di fogna, hanno inviato di notte una Pec prendendo in giro tutta la città di Genova», ha attaccato Palombo.
Parole dure, accompagnate dalla richiesta di un intervento sul provvedimento che amplia il ricorso alla cassa integrazione: «Noi questo non possiamo permetterlo. Quel provvedimento deve essere annullato, rivisto, sterilizzato».





