Nata come una mobilitazione civica contro quello che gli organizzatori definiscono un crescente rischio di autoritarismo, la rete di manifestazioni “No Kings” si trova ora al centro di un acceso dibattito sulla propria identità politica.
Mentre i promotori insistono nel presentare il movimento come apartitico e aperto a cittadini di ogni orientamento, numerosi partecipanti scesi in piazza sembrano avere una visione molto diversa.
Durante le proteste organizzate in diverse città degli Stati Uniti, molti manifestanti hanno infatti espresso apertamente sostegno al Partito Democratico e invitato gli elettori a votare contro il presidente Donald Trump e i candidati repubblicani. In alcuni casi, i messaggi esposti sui cartelli e le dichiarazioni rilasciate ai media hanno lasciato poco spazio all’ambiguità, trasformando le manifestazioni in occasioni di mobilitazione politica esplicita.
Ad Alexandria, in Virginia, una giovane professionista del settore ambientale ha dichiarato senza esitazioni che l’obiettivo dovrebbe essere quello di togliere potere ai repubblicani conquistando sia la Camera dei Rappresentanti sia il Senato. Accanto a lei, altri manifestanti esibivano slogan che auspicavano una vasta vittoria elettorale dei democratici nelle prossime consultazioni.
Queste prese di posizione contrastano con le linee guida diffuse dagli organizzatori nazionali. I promotori del movimento hanno infatti distribuito istruzioni precise per evitare endorsement a candidati, richiami diretti al voto per un partito o altre attività che potrebbero compromettere lo status legale delle organizzazioni non profit coinvolte nell’iniziativa.
La distinzione non è soltanto politica, ma anche giuridica, poiché molte associazioni beneficiano di regimi fiscali che limitano l’attività partitica diretta. La questione assume particolare rilevanza perché il movimento è sostenuto da un vasto network di associazioni civiche, sindacati e gruppi di advocacy. Proprio per questo gli organizzatori sono chiamati a mantenere una distinzione chiara tra mobilitazione civica e campagna elettorale.





