Volodymyr Zelensky chiede all’Europa almeno 70 miliardi di euro aggiuntivi per sostenere lo sforzo bellico ucraino nel 2027. La richiesta è stata presentata al Consiglio europeo di Bruxelles, mentre si deteriorano i rapporti tra Kiev e Washington e falliscono i tentativi di concordare una tregua energetica con Mosca.
«La guerra costerà 155 miliardi di euro il prossimo anno. Abbiamo bisogno di almeno altri 70 miliardi da voi, per la difesa, per le armi e per la nostra resilienza», ha dichiarato il presidente ucraino. La cifra, ha sostenuto, è realistica e consentirebbe di mantenere la pressione militare sulla Russia.
Al centro della richiesta c’è soprattutto la produzione di droni, diventati uno strumento essenziale della guerra. Secondo Zelensky, Kiev potrebbe moltiplicare per due o tre la propria capacità produttiva, ma la mancanza di risorse finanziarie impedisce di sfruttare pienamente il potenziale industriale. I velivoli senza pilota vengono impiegati per colpire le linee logistiche russe e le infrastrutture militari ed energetiche.
La strategia di Kiev e lo scontro con Trump
Nelle stesse ore, l’Ucraina ha ripreso a colpire obiettivi strategici in territorio russo. Lo Stato maggiore di Kiev ha rivendicato l’attacco contro un radar a lungo raggio Nebo-U nel territorio di Krasnodar, vicino al villaggio di Magri. Il sistema, il cui valore stimato è di circa 100 milioni di dollari, è progettato per individuare e tracciare velivoli e missili. La sua distruzione, secondo le autorità ucraine, ridurrebbe la capacità russa di sorvegliare lo spazio aereo.
Kiev ha inoltre ripreso i raid contro le raffinerie russe dopo il fallimento della tregua energetica. La scelta si inserisce in una strategia volta a ridurre le entrate di Mosca e a colpire le infrastrutture che sostengono lo sforzo bellico. Ma alimenta lo scontro con Donald Trump, contrario alle operazioni che rischiano di provocare un aumento dei prezzi dell’energia.
«Non sono un grande fan di Zelensky», ha dichiarato il presidente statunitense, sostenendo che sia più difficile trattare con lui che con Vladimir Putin. Trump ha accusato il leader ucraino di contribuire, con gli attacchi alle raffinerie, al rincaro energetico.
Il rapporto tra Washington e Kiev è ulteriormente complicato dalle divergenze sulla condivisione delle informazioni d’intelligence e dal funzionamento di Starlink, la rete satellitare utilizzata dalle forze ucraine. Zelensky ha definito pericolosa l’interruzione del supporto informativo statunitense e ha ammesso che non esiste un sostituto completo della rete di Elon Musk. Kiev sta cercando capacità satellitari aggiuntive attraverso accordi con altri Paesi, tra cui la Francia.
Bruxelles tra sostegno militare e interessi divergenti
Per l’Ucraina, il Consiglio europeo rappresenta un passaggio cruciale. Il deterioramento delle relazioni con gli Stati Uniti aumenta il peso del sostegno europeo, ma la richiesta di nuovi finanziamenti apre una questione politica e finanziaria che i governi dell’Unione dovranno affrontare.
Zelensky ha inoltre rilanciato la questione dei beni russi congelati, chiedendo che le risorse possano essere utilizzate a beneficio dell’Ucraina e che Mosca non riesca a rientrarne in possesso. Il Belgio, che ospita la quota maggiore degli asset immobilizzati in Europa, resta un interlocutore centrale.
Sul piano diplomatico, il presidente ucraino ha riferito che l’Unione sta valutando modalità per rappresentare gli interessi di Kiev nei contatti con Mosca, senza escludere altri attori. Intanto, l’incontro con il nuovo premier ungherese Peter Magyar ha aperto uno spiraglio nelle relazioni bilaterali. Budapest ha indicato nella recente legge ucraina sui diritti all’istruzione delle minoranze nazionali un primo passo verso la ricostruzione della fiducia.
La Russia, da parte sua, continua ad accusare Kiev di ostacolare la pace e ha ribadito la propria contrarietà alla politica europea di sostegno all’Ucraina. Il Cremlino ha condiviso le critiche di Trump a Zelensky, sostenendo che il presidente ucraino non voglia assumersi la responsabilità di un accordo.
Il nodo resta strategico: mentre Washington cerca di condizionare le scelte militari di Kiev, l’Ucraina punta a mantenere la capacità di colpire in profondità il territorio russo e chiede all’Europa risorse sufficienti per sostenere la guerra. I 70 miliardi richiesti per il 2027 non sono soltanto una previsione di spesa, ma anche la misura della dipendenza finanziaria europea di una strategia che, per ora, non ha prodotto una prospettiva condivisa di pace.





