Dal letto del Policlinico Gemelli di Roma dove è ancora ricoverato dopo il delicato intervento chirurgico, Leone XIV ha telefonato al Presidente russo Vladimir Putin per chiedere una tregua che consenta l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari nella città di Oleshky, nella regione ucraina di Kherson, e permetta ai civili di lasciare l’area in condizioni di sicurezza. Un’iniziativa che conferma la volontà del Pontefice di proseguire la propria azione diplomatica anche durante la convalescenza, nel solco dell’appello a una pace “disarmata e disarmante” che aveva caratterizzato l’inizio del suo pontificato. Nel colloquio, secondo quanto riferito dalla Sala stampa vaticana, Prevost ha manifestato “viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky” e ha sollecitato una sospensione delle ostilità per favorire l’assistenza alla popolazione e l’evacuazione volontaria dei residenti. La Santa Sede ha inoltre sottolineato come il Papa abbia ribadito il proprio impegno a favore del dialogo e della pace.
Putin ha accolto l’appello per gli aiuti ai civili, ringraziato il Pontefice per la disponibilità a contribuire alla risoluzione del conflitto e chiesto informazioni sulle sue condizioni di salute, con l’augurio di una pronta guarigione. Non si tratta del primo contatto diretto tra i due: un precedente colloquio telefonico risale al giugno 2025, mentre nei mesi scorsi la diplomazia vaticana aveva intensificato i rapporti con Mosca attraverso le missioni di Monsignor Paul Richard Gallagher, ad agosto, e del Cardinale Matteo Zuppi, a settembre.
Dal colloquio con Mosca alle notizie sulla salute
L’iniziativa diplomatica arriva mentre le condizioni del Santo Padre continuano a migliorare. Gli esami del sangue e la radiografia del torace effettuati ieri mattina al Gemelli hanno confermato l’evoluzione positiva del quadro clinico, mentre il recupero post operatorio gli permette di svolgere le normali attività quotidiane in completa autonomia. “Il Papa questa mattina (ieri, ndr) ha eseguito esami del sangue e radiografia del torace, che hanno confermato il costante miglioramento delle condizioni generali”, si legge nel bollettino medico diffuso dalla Santa Sede. Proseguono le sedute di fisioterapia respiratoria previste nel percorso di riabilitazione.
Il Vaticano ha pubblicato anche le prime due fotografie del Pontefice durante il ricovero. Le immagini lo ritraggono mentre presiede una celebrazione eucaristica in una sala dell’ospedale, alla presenza di medici, infermieri, inservienti e alcuni appartenenti al Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano.
La messa con i sanitari
La funzione si è svolta ieri alle 12, con la partecipazione del personale ospedaliero libero dal servizio. Prevost ha distribuito personalmente la Comunione e dedicato l’omelia al lavoro di quanti ogni giorno assistono i malati, riservando un pensiero particolare a coloro che si sono presi cura di lui dopo l’operazione. Il ringraziamento ha riguardato medici, infermieri e inservienti, ai quali il Papa ha riconosciuto l’attenzione e l’impegno nell’assistenza alle persone più fragili.
Domenica l’Angelus
Intanto, per domani, resta confermato l’appuntamento con l’Angelus. La notizia è arrivata dal portavoce della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, che non ha però fornito indicazioni sulle modalità della preghiera mariana. Non è stato ancora precisato, infatti, da dove il Pontefice si rivolgerà ai fedeli.
Il messaggio sull’alimentazione
Il tema della protezione dei civili e dell’accesso ai beni essenziali trova spazio anche nel messaggio preparato da Leone XIV alla viglia del ricovero per la Giornata mondiale dell’alimentazione 2026, nel quale il Papa mette in guardia dai rischi della speculazione e dall’utilizzo del cibo come strumento di pressione internazionale: “Per garantire che le esigenze alimentari di domani siano soddisfatte, è necessario liberare la produzione di cibo da una mentalità puramente speculativa. Il pane non dovrebbe essere né uno strumento di pressione geopolitica né un bene finanziario volatile. Né deve mai essere usato come arma di guerra”, ha scritto il Vescovo di Roma. Parole che hanno richiamato anche le conseguenze dei conflitti sulle condizioni di vita delle popolazioni, soprattutto quando vengono compromessi l’approvvigionamento alimentare e la possibilità di produrre risorse essenziali: “Impedire che il pane raggiunga una persona o distruggere i mezzi con cui viene prodotto costituisce una terribile offesa alla dignità umana”.
Risorse naturali e sviluppo
Nel documento il Papa ha affrontato inoltre il rapporto tra progresso tecnologico e limiti delle risorse disponibili, con una riflessione sulla necessità di conciliare innovazione e responsabilità verso le nuove generazioni: “Il mito secondo cui la crescita possa essere infinita nonostante le risorse limitate ha raggiunto il punto di rottura”. Il Pontefice ha richiamato quindi il valore delle conoscenze agricole maturate nel corso dei secoli, da integrare con le nuove tecnologie senza disperdere il patrimonio di esperienza legato alla terra e al clima. Un approccio che comprende anche la salvaguardia delle risorse idriche, con la richiesta di riconoscere l’acqua come “bene comune inalienabile”.





