Martedì, a margine della sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente statunitense Donald Trump incontrerà a New York la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez. L’incontro, confermato da un alto funzionario americano, segna il primo faccia a faccia tra i due leader da quando Washington ha guidato la rimozione di Nicolás Maduro lo scorso gennaio.
Secondo l’ambasciatore USA all’ONU, Mike Waltz, il colloquio avverrà durante un ricevimento ufficiale organizzato dal presidente repubblicano per i capi di Stato presenti al vertice. La riunione, descritta come un «pull‑aside» informale, non ha ancora un’agenda pubblica. Tuttavia, fonti diplomatiche ritengono che al centro della discussione vi saranno la ricostruzione istituzionale venezuelana e l’attuazione dell’accordo energetico firmato il mese scorso, che consente agli Stati Uniti di assumere una partecipazione diretta nella gestione delle vaste riserve petrolifere del Paese.
L’intesa, considerata strategica da Washington, punta a rilanciare un settore energetico devastato da anni di crisi e corruzione. Rodríguez, già vice di Maduro, è oggi la figura incaricata di guidare la transizione dopo il crollo del regime chavista. La sua leadership, sostenuta dagli Stati Uniti, è vista come un compromesso tra la necessità di stabilità e la volontà di riforma. La comunicazione ufficiale venezuelana non ha commentato la notizia, ma ambienti governativi parlano di un incontro «di alto valore simbolico».
Sul fronte politico interno, l’opposizione guidata da María Corina Machado vive un momento di incertezza. La leader, Premio Nobel per la Pace 2025, si trova ancora all’estero dopo mesi di esilio volontario e deve decidere quando tornare in patria per rilanciare la sua base. Machado, che aveva cercato di costruire un rapporto diretto con Trump già prima della caduta di Maduro, si trova ora di fronte a un’amministrazione americana più incline a sostenere Rodríguez come garante della stabilità. L’incontro di New York potrebbe dunque segnare una svolta nei rapporti tra Washington e Caracas, aprendo la strada a una cooperazione economica più ampia e a un graduale riavvicinamento diplomatico.





