Il primo ministro canadese Mark Carney sta esplorando una possibilità che, fino a pochi anni fa, sarebbe sembrata fantascienza diplomatica: un legame strutturale con l’Unione Europea, fino a valutare per il Canada uno status di “membro associato” del blocco. Lo riporta il Wall Street Journal, citando funzionari europei e canadesi che confermano l’apertura dell’UE a una formula mai utilizzata prima.
L’idea nasce in un contesto di forte deterioramento dei rapporti con gli Stati Uniti, dove il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca nel 2025 ha scatenato una guerra commerciale che coinvolge decine di miliardi di dollari di scambi. Tariffe, contro-tariffe e tensioni politiche hanno spinto Ottawa a cercare nuovi partner strategici, e l’Europa appare oggi la destinazione naturale di questo pivot.
Secondo il WSJ, Canada ed UE stanno discutendo un pacchetto di cooperazione che andrebbe ben oltre il CETA, il trattato commerciale già in vigore ma mai ratificato da tutti i Stati membri. L’obiettivo sarebbe permettere la libera circolazione di beni, servizi e lavoratori coinvolti in filiere strategiche come energia, IA, difesa e minerali critici, di fatto spostando il confine economico dell’UE verso il Nord America.
Le discussioni includono anche progetti infrastrutturali ambiziosi: cavi sottomarini, data center congiunti, cloud condivisi, nuove reti satellitari e persino infrastrutture per esportare energia canadese verso l’Europa. Carney avrebbe parlato regolarmente con diversi leader europei, in particolare con il presidente francese Emmanuel Macron, per valutare la possibilità di consentire ai canadesi di vivere e lavorare nell’UE senza visto. I due leader si incontreranno di nuovo entro fine mese.
Ma il percorso non è semplice. Il CETA, firmato più di dieci anni fa e applicato provvisoriamente dal 2017, non è ancora stato ratificato da tutti i Paesi UE, segno della resistenza politica che circonda qualsiasi ampliamento delle relazioni con Ottawa. L’idea di un “membro associato” richiederebbe la creazione di un nuovo status giuridico, un passo che l’UE non ha mai compiuto. Tuttavia, la crisi con Washington e la crescente competizione globale per energia, dati e tecnologie avanzate stanno spingendo Bruxelles a considerare soluzioni un tempo impensabili.





