È durato meno di tre minuti il furto che martedì all’alba ha colpito il Museo Renoir di Cagnes‑sur‑Mer, sulla Costa Azzurra. Due ladri, “ben equipaggiati e ben informati”, secondo il sindaco Bryan Masson, hanno tagliato una recinzione, forzato una finestra e strappato dalle pareti quattro dipinti di Pierre‑Auguste Renoir, selezionando i più preziosi della collezione.
L’allarme è scattato alle 5:48, e l’arrivo rapidissimo della polizia ha costretto i ladri alla fuga. Due delle opere, “Portrait de Madame Pichon” e “Coco Reading”, sono state abbandonate nel giardino del museo. Le altre due, “Portrait de Madame Colonna Romano” e “Jeune Femme au Puits”, risultano ancora scomparse. Il valore complessivo dei quattro dipinti è stimato in 9 milioni di euro, ma gli esperti avvertono che venderli sarà quasi impossibile. “I Renoir rubati sono un vicolo cieco per i ladri,” ha spiegato James Ratcliffe dell’Art Loss Register. “Non possono semplicemente bussare alla porta di un mercante e proporre due Renoir.
Solo un anno fa, il Louvre era stato teatro di un clamoroso colpo ai gioielli della corona. Il Museo Renoir, ospitato nell’ultima casa del pittore, è il simbolo culturale di Cagnes‑sur‑Mer. Tra le opere trafugate, almeno due hanno una storia tormentata: “Jeune Femme au Puits” fu probabilmente saccheggiata dai nazisti e recuperata in Baviera nel 1949; “Coco Reading” seguì un percorso rocambolesco attraverso soldati tedeschi, un sacerdote e un museo berlinese, prima di tornare in Francia nel 1994.
La procura di Marsiglia ha aperto un’indagine per furto da parte di banda organizzata, con il supporto dell’Ufficio nazionale per il traffico di beni culturali. Il museo è rimasto chiuso per tutta la giornata mentre gli investigatori analizzavano la scena, cercando tracce della fuga e possibili errori dei ladri. “Questo episodio deve essere un campanello d’allarme sulla protezione dei nostri musei,” ha dichiarato il sindaco Masson.





