Le parole di Donald Trump riaccendono una tensione sopita da decenni. In un’intervista a GB News, il presidente statunitense ha lasciato intendere che Washington potrebbe non intervenire a fianco del Regno Unito in un eventuale nuovo scontro con l’Argentina per la sovranità delle Isole Falkland. “Il vostro Paese non è stato lì ad aiutarmi nella guerra con l’Iran,” ha detto Trump, riferendosi al recente conflitto in Medio Oriente. “Non ne avevamo bisogno, ma avevo chiesto alla NATO e al vostro ex leader di mandare qualche nave. Mi ha risposto che non ne aveva disponibili. È stato piuttosto triste.” Le dichiarazioni arrivano dopo che Trump aveva già accennato alla possibilità di rivedere la posizione neutrale degli Stati Uniti sulle Falkland se Londra non avesse aumentato la spesa per la difesa.
A Buenos Aires, il presidente Javier Milei ha annunciato un discorso televisivo per riaffermare la “storica rivendicazione” argentina sulle isole, a più di quarant’anni dalla guerra del 1982. Quel conflitto, durato 74 giorni, costò la vita a 255 militari britannici, 649 argentini e tre civili delle Falkland, e si concluse con la riconquista britannica del territorio. Trump, ricordando quella guerra, ha detto: “L’ho seguita attentamente. Vi siete comportati bene, avete ripreso le isole con forza. Ma è molto lontano.”
Le sue parole hanno provocato preoccupazione a Londra, dove il governo ha ribadito che “gli abitanti delle Falkland sono britannici e hanno il diritto di determinare il proprio futuro”. In un referendum del 2013, il 99,8% dei residenti votò per restare territorio d’oltremare del Regno Unito. Le Falkland, situate nel sud‑ovest dell’Atlantico, restano un punto sensibile della geopolitica tra Europa e Sud America. Le amministrazioni statunitensi precedenti hanno riconosciuto la de facto amministrazione britannica, senza però prendere posizione sulla sovranità.





