Nel cuore dell’Europa, un gruppo di fisici ha ricreato una minuscola versione di ciò che l’universo potrebbe essere stato nei primissimi istanti dopo il Big Bang. Non con enormi nuclei atomici come il piombo, come si pensava fosse necessario fino a oggi, ma con due degli atomi più piccoli mai utilizzati: ossigeno‑16 e neon‑20. Il risultato è un nuovo passo avanti nella comprensione del quark‑gluon plasma, la “zuppa” rovente di quark e gluoni che riempiva il cosmo quando la materia, come la conosciamo, non esisteva ancora. Il team del Niels Bohr Institute, nei Paesi Bassi, ha accelerato i nuclei di ossigeno e neon quasi alla velocità della luce, facendoli collidere per creare un minuscolo blob di plasma primordiale. “Abbiamo spinto il limite di quanto piccoli possano essere i nuclei per ricreare questa materia originaria — quello che potremmo chiamare un ‘piccolo Big Bang’,” ha spiegato il ricercatore You Zhou.
Il plasma si espande e si raffredda in una frazione di secondo, troppo rapidamente per essere osservato direttamente. Per questo gli scienziati analizzano le tracce di particelle lasciate dalla collisione, che rivelano informazioni preziose sulla forma dei nuclei e sul comportamento del plasma. Ed è qui che è arrivata la sorpresa. Quando due nuclei di ossigeno si scontrano, le particelle si distribuiscono in un pattern arrotondato. Ma quando collidono due nuclei di neon, il getto di particelle assume una forma simile a un birillo da bowling — esattamente la geometria reale del nucleo di neon. In altre parole, gli scienziati hanno ottenuto un modo completamente nuovo per “vedere” la forma di un atomo a occhio nudo, attraverso il disegno lasciato dalle particelle dopo la collisione. Lo studio, pubblicato su Physical Review Letters, fornisce nuove conferme al modello standard del Big Bang.





