Il Secret Service statunitense ha sospeso tre membri del suo ufficio comunicazioni, tra cui il Chief of Communications Anthony Guglielmi, nell’ambito di un’indagine interna su un possibile caso di “misconduct”. La notizia, confermata dall’agenzia nella tarda serata di martedì, arriva in un momento già complesso per la struttura incaricata di proteggere il presidente e le più alte cariche del governo. Secondo funzionari citati da CBS News, i tre dipendenti — definiti come “non-law enforcement personnel” — hanno perso temporaneamente le autorizzazioni di sicurezza e l’accesso ai dispositivi di lavoro, una procedura standard quando si apre un’inchiesta interna.
Al momento, tuttavia, non è chiaro quale comportamento sia finito sotto esame né quali elementi abbiano portato alla sospensione. In una nota ufficiale, il Secret Service ha ribadito il proprio impegno verso “i più alti standard di professionalità e integrità”, ricordando la natura “zero-fail” della missione di protezione. L’indagine è affidata all’Office of Professional Responsibility, l’unità interna che si occupa delle verifiche disciplinari. La vicenda si inserisce in un contesto già teso: poche settimane fa l’agenzia aveva avviato un’altra indagine su un membro della scorta del vicepresidente JD Vance, accusato di aver diffuso informazioni sensibili. In quel caso, il Secret Service aveva parlato di un’“indagine amministrativa” con possibili implicazioni penali.
La sospensione di Guglielmi, figura di primo piano nella comunicazione dell’agenzia, ha attirato particolare attenzione. CBS News ha chiesto un commento diretto, ma al momento non è arrivata alcuna risposta.





