Il Cremlino ha respinto la proposta avanzata da Zelensky di creare nel Donbass una zona economica libera amministrata da una parte terza, eventualmente dagli Stati Uniti, come area cuscinetto nell’ambito di un accordo di pace.
“Il Donbass è territorio della Federazione Russa, una sua entità federale”, ha dichiarato il portavoce Dmitrij Peskov. “È improbabile che una terza parte possa occuparsi dell’amministrazione di una regione della Federazione Russa”. Peskov non è entrato nel merito delle altre proposte di Kiev, compresa una possibile moratoria reciproca sugli attacchi alle infrastrutture energetiche, sostenendo che i dettagli dei negoziati non debbano essere discussi pubblicamente.
Mosca ha però ribadito che il dispiegamento in Ucraina di contingenti militari appartenenti a Paesi Nato, ipotizzato dalla Coalizione dei volenterosi come garanzia di sicurezza dopo un eventuale cessate il fuoco, sarebbe “inaccettabile”. Sulla stessa linea il vicepresidente del Consiglio di sicurezza Dmitrij Medvedev, che ha definito l’espansione della Nato una “minaccia esistenziale” per la Russia.
Gallagher: “Questa guerra deve finire”
Nel pieno dello stallo diplomatico, monsignor Gallagher ha portato a Mosca l’appello di Papa Leone XIV. “Questa guerra deve finire. Più a lungo durerà il conflitto, più difficile sarà raggiungere una soluzione adeguata”, ha dichiarato dopo l’incontro con Lavrov. “Il conflitto non può essere risolto con mezzi militari. È essenziale creare le condizioni per un processo politico e diplomatico”.
Il Vaticano, ha aggiunto, è pronto a offrire “la sua piattaforma di dialogo e i suoi buoni uffici”, invitando entrambe le parti a mostrare “apertura e buona volontà”. Tra i temi affrontati anche il ritorno dei bambini ucraini, i prigionieri, i civili detenuti, gli scomparsi e i ricongiungimenti familiari.
Lavrov ha definito il colloquio “molto utile”, ringraziando la Santa Sede per la sua “posizione equilibrata” e annunciando la disponibilità di Mosca a riprendere le consultazioni politiche con il Vaticano. Gallagher resterà in Russia fino al 28 agosto e incontrerà anche il consigliere presidenziale Yuri Ushakov e rappresentanti del Patriarcato di Mosca.
Ratcliffe a Mosca
Intanto, secondo i media americani, il direttore della Cia John Ratcliffe è arrivato a Mosca per una serie di incontri. Non è stato reso noto né con chi dovrà vedersi né quali dossier saranno affrontati. Nelle stesse ore un Boeing C-17A Globemaster III dell’aviazione militare statunitense, partito dalla base di Andrews e transitato da Riga, è atterrato nella capitale russa. Peskov ha dichiarato di non avere informazioni sul velivolo.
Raid e vittime civili
Sul terreno, intanto, gli attacchi sono proseguiti. La Russia ha colpito quasi simultaneamente Kiev, Kharkiv, Zaporizhzhia e Dnipro. A Kharkiv una persona è morta, mentre a Kramatorsk almeno 19 persone sono rimaste ferite in un attacco con bombe guidate, tra loro anche un neonato di due mesi. È stato inoltre colpito il valico di Vynohradivka-Vulcanesti, al confine con la Moldavia, dove il traffico è stato sospeso.
Kiev ha a sua volta attaccato obiettivi in territorio russo. Nel Krasnodar due persone sono morte e altre due sono rimaste ferite, mentre un incendio ha interessato la raffineria di Afipsky, che tratta circa 6,25 milioni di tonnellate di greggio l’anno. Nella regione di Rostov la raffineria di Novoshakhtinsk ha sospeso le attività dopo un altro attacco ucraino.
Mosca sostiene inoltre di aver abbattuto 460 droni ucraini in 24 ore. Secondo l’Onu, luglio è stato il mese più letale per i civili ucraini dall’inizio della guerra: almeno 17 bambini sono stati uccisi e 166 feriti. Dal febbraio 2022 sono state verificate almeno 16.874 vittime civili e oltre 51 mila feriti, ma il bilancio reale, avverte l’Onu, è probabilmente molto più alto.





